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Bilancio consolidato e malumori nella maggioranza, in Consiglio la strada è in salita

Alla presenza del sindaco è iniziata la difficile marcia per l'approvazione del consolidato, tra attacchi della minoranza e mal di pancia di alcuni orlandiani. Vertice di maggioranza per provare a serrare le fila. Orlando: "Svolta nel rapporto tra Comune e Partecipate"

La seduta del Consiglio con il sindaco e parte della Giunta presente

La resa dei conti in Consiglio non c'è stata. Dopo il prelievo del bilancio consolidato, il sindaco Leoluca Orlando ha illustrato "la svolta storica nel rapporto tra Comune e Partecipate". Mentre i consiglieri comunali hanno replicato con critiche, controcritiche e desiderata. La difficile marcia per l'approvazione del consolidato è iniziata tra gli attacchi (politici e nel merito dei numeri) di alcuni "pezzi" della minoranza da un lato e i mal di pancia di alcuni orlandiani - Giulio Cusumano in testa - dall'altro. Non a caso è stato programmato un vertice di maggioranza per provare a serrare le fila e trovare la compattezza perduta (ormai da tempo) in vista del trittico di bilancio: consolidato 2016, consuntivo 2017 e previsionale 2018.

Dal consolidato, la "fotografia di famiglia" (Comune più aziende) dei conti aggiornata al 2016, emerge la patologia - non ancora debellata - dei disallineamenti, pari a 42 milioni di euro. Il sindaco ha promesso di "spalmare" nel prossimo triennio le partite debitorie per far quadrare i conti. "Nessuno vuole negare le difficoltà nella conciliazione tra debiti e crediti tra Comune e partecipate. Però il bilancio è solido - ha affermato l'assessore al ramo Antonino Gentile - abbiamo un patrimonio netto di 1,2 miliardi di euro". Con Orlando che ha aggiunto: "Il consolidato mette in sicurezza il sistema delle partecipate: i nuovi contratti di servizio delle aziende si faranno in un quadro economico-finanziario chiaro. In futuro non ci saranno più disallineamenti". Rassicurazioni che non hanno però fugato i dubbi tra i banchi di Sala delle Lapidi.

Il primo a prendere parola - dopo essersi tolto il bavaglio dalla bocca: gesto simbolico per protestare contro "i tentativi d'intimidazione del sindaco all'indirizzo di consiglieri e burocrati" - è stato Fabrizio Ferrandelli. "Come si fa a gioire per 42 milioni di disallineamenti? Altro che svolta storica, le favole raccontate in campagna elettorale adesso stanno emergendo. L'Amat viaggia verso il default e la Rap si è vista scippare 5,6 milioni di euro. Come Nerone, Orlando all'ultimo mandato vuole lasciare la città tra le fiamme".

La contro-narrazione è affidata a Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune. Il suo è un ragionamento politico fondato sulla scelta di "mantenere pubblici servizi essenziali come la gestione dei rifiuti". "Sarebbe stato più facile - ha aggiunto - privatizzare questi servizi dopo il fallimento di Amia e Gesip. Adesso non ci sarebbero i disallineamenti nel consolidato". E' entrato invece nel merito del consolidato il capogruppo del M5S, Ugo Forello, che ha sottolineato "l'incremento dei disallineamento: dai 7,6 milioni del 2014 ai 42 milioni di adesso. Non lo dico io, ma la Corte dei conti. Così com'è il consolidato non può essere approvato, perché viola le norme sull'armonizzazione contabile".     

Ha tralasciato il consolidato invece Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, spiegando che "la versa scommessa sarà far quadrare i conti nel consuntivo 2017 e nel previsionale 2018". Ciò non significa zero preoccupazioni anzi. "Quello che nel consolidato 2016 non emerge è il buco di 3 milioni emerso dalla trimestrale di Rap. Se l'andazzo dovesse essere questo a fine anno il deficit sarebbe di 12 milioni di euro. Questo vuol dire che dovrà essere aumentata la tassa sui rifiuti". Infine il passaggio sull'Amat e la "necessità di fare concorsi pubblici per gli autisti".

Si è rivolto direttamente al sindaco i consigliere Giulio Cusumano, che ha "congelato" la sua permanenza nella maggioranza: "Umilmente ci chieda scusa - ha chiesto al primo cittadino dopo gli attacchi sul caso Ponte Corleone - altrimenti si potrebbe aprire un solco difficile da colmare. La libertà di un consigliere comunale non può essere limitata. Le minacce non vanno bene, chiarisca al più presto questa vicenda". La realtà è più complessa e consegna il quadro di una maggioranza non proprio coesa. Tra richieste di rimpasto e le garanzie che alcuni orlandiani chiedono per votare senza ripercussioni il consolidato.

Il sindaco, prima dello stop ai lavori d'Aula (che riprenderanno oggi), ha risposto agli interventi di maggioranza e opposizione. Non senza qualche attrito, ma alla fine - da "animale politico" qual è - ha gestito in surplace la situazione anche quando gli animi si sono surriscaldati un po' di più. 

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