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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica

Comune fra riscossione che non decolla e partecipate fuori controllo: sui conti s'abbatte pure il caro-energia

E' quanto emerge dalla relazione sull'esercizio finanziario 2022 redatta dal ragioniere generale. I disallineamenti con le ex municipalizzate impongono di prevedere nel fondo rischi perdite 12,9 milioni in più. Bollette alle stelle: "Servono 10 milioni per i consumi della pubblica illuminazione e un altro milione per le scuole"

I conti non tornano. Nelle 118 pagine di relazione sull'esercizio finanziario 2022, redatta dal ragioniere generale nell'ambito del controllo sugli equilibri di bilancio (articolo 35 del regolamento di contabilità), vengono sostanzialmente a galla i problemi cronici del Comune: la riscossione dei tributi che non decolla; i disallineamenti con le partecipate - letteralmente fuori controllo - che impongono all'amministrazione di prevedere nel fondo rischi perdite per 12,9 milioni in più rispetto allo scorso anno; la mancata copertura dei servizi a domanda individuale (rispetto al 36% stabilito per legge ci si ferma al 33,24%) perché non sono state ancora approvate le delibere di aggiornamento delle tariffe.

Ad aggravare il tutto ci si mette pure "un deciso incremento di spesa per le forniture energetiche (gas e luce), che si è ancor più evidenziato oltre le più pessimistiche previsioni sin dai primi mesi del corrente anno". Così scrive il ragioniere Paolo Bohuslav Basile, che per pagare le bollette ha chiesto "il rimpinguamento dei capitoli relativi alle forniture per almeno il 70% degli stanziamenti: 10 milioni per i consumi della pubblica illuminazione e un altro milione per le scuole". Fondi che per il 2022 potranno essere reperiti da appositi fondi dello Stato (come il decreto Aiuti) "per fronteggiare l’incremento abnorme del costo della bolletta energetica, mentre, in caso di conferma per l’anno 2023 dell'incremento, in atto non è possibile individuare alcuna misura finanziaria".

E' il caro-energia l'elemento di novità in un quadro contabile sempre a tinte fosche. Un quadro che rende complicata la riscrittura del piano di riequilibrio decisa dall'amministrazione Lagalla, che ha ereditato da Leoluca Orlando un Comune senza due bilanci previsionali: i termini per l'approvazione del 2021-2023 sono abbondantemente scaduti, mentre per il 2022-2024 la deadline è stata prorogata al 31 agosto. Senza però le delibere propedeutiche tutto resta ingessato e la spesa va avanti con le anticipazioni di cassa per circa 13 milioni. Manca sopratutto il via libera all’aumento dell'Irpef: 16 milioni subito e forse 59 in tre anni, necessari per pareggiare i conti.

Ad oggi, una mission impossible. "L'approvazione del bilancio di previsione 2021-2023, il cui ritardo estremo accumulato costituisce una grave irregolarità contabile - si legge nella relazione di Basile - è urgente anche per la ragione che l'ente, trovandosi in gestione provvisoria, non può assumere impegni di spesa pluriennale". Su questo punto, il ragioniere ricorda che "vige un regime di complessivo blocco della spesa, fatta eccezione per quella ritenuta dai dirigenti da assumersi al fine di scongiurare che l'ente patisca un danno patrimoniale grave e certo, oltre che quella finanziata integralmente con fondi extracomunali".

Nella relazione, Basile dedica una parte importante alle società partecipate. "La situazione - scrive - rasenta la ingovernabilità: gli organi amministrativi delle partecipate eludono le regole del controllo da parte dell'ente, sottraendosi deliberatamente, mancando al dovere di leale collaborazione amministrativa. Rilevati disallineamenti e perdite d’esercizio e ritardi nella approvazione dei bilanci d’esercizio". Quindi spazio ai numeri: "Il disallineamento al 31 dicembre del 2020 nei confronti delle società in house, pari a circa 69 milioni, si è significativamente ed insostenibilmente incrementato rispetto a quello dell'anno precedente, che risultava essere di 54 milioni". Da qui la necessità di accantonare quasi 13 milioni.   

Per quanto riguarda i servizi a domanda individuale - dagli impianti sportivi ai musei, passando per le mese - l'amministrazione spende qualcosa come 17 milioni, a fronte di 5 milioni d'incassi. Colpa del mancato aggioramento delle tariffe, che si doveva fare entro il 31 luglio scorso. Infine le tasse. Al 15 luglio sono stati introitati 36 milioni e 724 mila euro di Tari, 31 milioni di Imu, 1,2 dall'imposta di soggiorno e altri 21,9 dall'Irpef. Dalla Tasi arrivano 13.248,39 euro e dalla Tosap 779.538,87 euro. Il canone unico patrimoniale ha garantito l’incasso di poco più di 589 mila euro.

"Numeri - sottolinea il consigliere Ugo Forello (Più Europa-Azione-Oso) che rappresentano un trend pari, se non negativo, rispetto a quello dell'anno precedentemente. A due mesi dalla sua elezione, il sindaco Lagalla non è stato capace di fare nulla, di definire l'accordo con Roma, di affrontare il nodo partecipate e di porre in essere gli atti propedeutici al bilancio "previsionale" del 2021. Nel settore finanziario, purtroppo, non può che registrarsi una perfetta continuità con la condotta approssimativa e superficiale della Giunta Orlando. Se tutto ciò non cambia in fretta, ritengo che la ragioneria generale sia costretta a proporre al Consiglio la delibera di dichiarazione del dissesto".

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