Comune in deficit: aumentano al massimo le tariffe per nidi, mense e impianti sportivi

L'ente ha sforato la maggior parte dei parametri stabiliti a livello nazionale sulla condizione di deficitarietà. E' quanto emerge dal consuntivo 2018. Mazzata sulle tasche dei cittadini e "commissariamento" ministeriale su assunzioni e spese per il personale delle partecipate

Palazzo delle Aquile

Adesso è ufficiale: il Comune è in deficit strutturale. Dal bilancio consuntivo 2018, che oggi approda in Giunta, emerge che l'ente ha sforato la maggior parte degli otto parametri stabiliti dalle norme nazionali. Per farla breve: le spese sono più delle entrate. E ciò si ripercuote sulle tasche dei cittadini, che vedranno aumentare al massimo le tariffe dei servizi a domanda individuale (mense, asili nido, musei, cimitero, piscina e altri impianti sportivi).

Non solo.  Adesso il governo centrale entrerà in azione per chiedere una riduzione generalizzata delle spese per il personale delle società partecipate e poi terrà sotto controllo le assunzioni sia del Comune sia delle ex municipalizzate. Significa che fino a quando permane questa situazione non si potrà far nulla senza il via libera da Roma. Una sorta di "commissariamento", che fa scattare un vero e proprio campanello d'allarme a Palazzo delle Aquile.

Ma cosa ha fatto piombare il Comune in una situazione di deficit strutturale? Intanto, il dato sull'anticipazione di tesoreria. Sino al 2017 il parametro veniva considerato positivo quando l'anticipazione non fosse stata restituita alla fine dell'anno per un importo superiore al 5% rispetto alle entrate correnti. Fino all'anno scorso il Comune era in regola, anche se al limite. Dal 12 gennaio 2019, però, sono stati introdotti dallo Stato nuovi criteri sulla condizione di deficitarietà. Da quest'anno infatti viene considerato strutturalmente deficitario il Comune che entro fine anno non rimborsa l'anticipazione, a prescindere dal suo ammontare. Nel 2018 l'amministrazione ha fatto ricorso a uno "scoperto" che è gravato per 1,7 milioni sul bilancio in termini di interessi corrisposti. In seconda battuta, a pesare sono i debiti fuori bilancio: adesso il deficit scatta se l’ente ne crea una somma superiore all’1% delle entrate dei primi tre titoli (tasse, trasferimenti e proventi da beni e servizi).

Una bella gatta da pelare per l'amministrazione Orlando, chiamata ad approvare il rendiconto 2018. Atto che passerà poi all'esame del Consiglio comunale. I tempi sono stretti, visto che la Regione ha già nominato commissario ad acta il dirigente Angelo Sajeva.

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