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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Comuni, da Roma niente fondi per riequilibrare i bilanci e in Sicilia nuovi tagli all'orizzonte: sos dei sindaci ai prefetti

L'Anci ha chiesto un incontro ai nove prefetti dell’Isola, evidenziando "le forti criticità finanziarie e organizzative degli enti locali siciliani: nelle piante organiche ci sono 15 mila posti vacanti". E dalla Regione potrebbe arrivare un'altra mazzata: "Prevista una riduzione di 16,7 milioni nei trasferimenti, Zambuto chiarisca"

Da un lato la richiesta al governo centrale e al parlamento di "provvedimenti urgenti per superare le difficoltà dei bilanci"; dall'altro la "paventata riduzione delle risorse, pari a 16,7 milioni" da parte della Regione che, "se fosse confermata, rischierebbe di determinare un grave pregiudizio per i Comuni siciliani”.

Sono questi i due temi al centro dell'agenda dell'Anci, che ha chiesto un incontro ai nove prefetti dell’Isola, evidenziando "le forti criticità finanziarie e organizzative degli enti locali siciliani". La decisione è scaturita dall’assemblea dei sindaci di sabato, nel corso della quale è emersa anche la possibilità di eventuali dimissioni di massa dei primi cittadini nel caso in cui si riscontrasse l’assenza di iniziative legislative e finanziarie adeguate.

La condizione è drammatica: i Comuni non riescono a chiudere i bilanci e temono che le conseguenze possano ricadere sui cittadini. Nella lettera inviata ai prefetti si rimanrca "l’inadeguatezza dell’attuale quadro normativo a fronte del progressivo aumento di enti che dichiarano il dissesto, che sono costretti a ricorrere ad un piano di riequilibrio e che manifestano altri elementi di sofferenza sul piano finanziario e problematiche di carattere organizzativo dovute alla carenza di figure professionali qualificate nelle piante organiche". 

Nei Comuni siciliani ci sono 15 mila posti vacanti nelle piante organiche e tra questi circa 4 mila fra dirigenti e categorie D. "Si comprende come in tali condizioni sia complesso erogare servizi di qualità a cittadini e imprese e particolarmente arduo utilizzare in maniera efficace le tante risorse della Programmazione comunitaria 2021-2027 e del Piano nazionale di ripresa e resilienza", scirve l'Anci.

"Lo scorso 3 agosto - prosegue la lettera - nell’ambito della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, era stato preso atto della gravissima situazione economico-finanziaria dei Comuni siciliani e della necessità di immaginare specifici interventi di carattere normativo e finanziario. A questo era seguita la proposta d'attuazione dello Statuto siciliano contenuta nella delibera della Giunta Regionale numero 398 del 21 settembre 2021 in materia di perequazione finanziaria e armonizzazione dei sistemi contabili degli enti locali da parte della Commissione Paritetica che aveva, inoltre, previsto un rinvio del termine di approvazione del bilancio di previsione 2021-2023 e del consuntivo 2020 al 30 novembre 2021. Tale provvedimento però non risulta ancora approvato".

L'Anci, constatata l’assenza di atti concreti da parte del governo, ha deciso di proseguire la mobilitazione. Come se non bastasse è arrivata la notizia di una paventata riduzione da parte della Regione dei fondi in favore dei Comuni, tanto da richiedere un incontro chiarificatore anche all’assessore regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Marco Zambuto. Il decreto dirigenziale numero 63 del 26 ottobre conterrebbe infatti una sforbiciata nella terza trimestralità dei trasferimenti di parte corrente per l’anno 2021.

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