Benigno-La Vardera atto secondo, l'attore in Procura: "Quel film non deve uscire..."

Questa la richiesta avanzata al Pm dall'avvocato dell'attore candidato alle scorse elezioni amministrative al fianco della Iena. Benigno: "Non gli permetterò di arricchirsi per la sua fame di successo e ricchezza prendendosi gioco della mia vita"

Da sinistra Ismaele La Vardera e Francesco Benigno

Francesco Benigno prova a censurare il film di Ismaele La Vardera. L’attore palermitano, candidato alle scorse elezioni nelle liste proprio con la Iena, ha chiesto stamattina al suo avvocato Ivan Norrito di presentare un’istanza urgente in Procura per bloccare la proiezione de “Il sindaco - italian politics for dummies”, il docufilm realizzato dal giovane giornalista con la promessa di raccontare i retroscena dell'ultima corsa per conquistare la poltrona di primo cittadino. Domani è prevista l'anteprima, mentre per l'uscita nelle sale cinematografiche si dovrà attendere il 26 novembre. "Avevamo calcolato i tempi rispetto a quest’ultima data, ma data l’urgenza ci siamo appellati all’articolo 321 del codice di procedura penale", spiega l’avvocato a PalermoToday.

Il docufilm di La Vardera: ecco il trailer

L’attore palermitano, dopo essersi lanciato nella sua prima campagna elettorale al fianco di Fabrizio Ferrandelli, ha deciso di cambiare casacca e correre insieme a La Vardera. Man mano che si avvicinava il giorno delle elezioni, le loro strade hanno iniziato a separarsi e dopo aver dato l’impressione di poter fare scintille insieme, la loro storia politica comune è deflagrata. Tanto che al comitato elettorale di La Vardera, la notte dello spoglio, è scoppiata una lite che ha costretto i carabinieri (chiamati dallo stesso Benigno) e il personale del 118 a raggiungere le sede di via Ausonia 31 per sedare gli animi.

"I voti offerti dai mafiosi alla Kalsa e dialoghi con Salvini e Cuffaro"

Nell'ultimo periodo prima delle votazioni, stando a quanto raccontato da colui che si è definito un novello “Davide" (contro Golia) nel panorama politico locale, La Vardera avrebbe deciso di iniziare a filmare tutto ciò che gli accadeva. L'obiettivo poi annunciato era quello di svelare i segreti della politica e i meccanismi occulti che spostano il gradimento dei “vecchi” politici e le preferenze degli elettori. Subito dopo il tonfo avvertito la notte delle elezioni, l’ormai ex candidato sindaco dal ciuffo rosso ha chiesto la liberatoria ai personaggi che avrebbero fatto parte del suo film. E anche a Benigno, che però sostiene esattamente il contrario.

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Il tempo per avere una risposta all'istanza depositata stamattina potrebbe però non bastare. "In casi urgenti - spiega l’avvocato Norrito - il pm può firmare il provvedimento al posto del giudice per l’udienza preliminare. Benigno mi ha assicurato di non aver firmato alcuna liberatoria o autorizzazione. Va anche detto che non ha nulla da temere rispetto a ciò che potrà vedersi durante il film, ma non gli va giù l’idea di essersi speso politicamente, di aver stilato un programma e di averlo offerto ai suoi elettori, tutto in buona fede, salvo poi scoprire che si trattava di un documentario fatto ad arte. E’ un attore e non vuole che l’opinione pubblica si convinca che lui fosse a conoscenza di tutto".

Il film di La Vardera esiste: "I voti offerti dai mafiosi alla Kalsa e i dialoghi segreti con Cuffaro e Salvini"
"Non ho niente da aggiungere. So però che la gente - dichiara Benigno a PalermoToday - non penserà male di La Vardera e penserà che io voglia bloccarlo perché ho qualcosa di cui preoccuparmi. E’ ovvio che non è così, credevo alla mia candidatura. Ho speso tempo e denaro, mi sono preso gli insulti dei ‘leoni da tastiera’, denunce e condanne dai galoppini della politica che mi hanno diffamato e preso in giro per mesi. Sono stato condannato ma ci siamo appellati, ho trascurato la mia famiglia e le 159 persone che mi avevano votato e che meritano tutte rispetto. Non accetto che lui, dopo avere agito in maniera priva di coscienza, possa distruggere la vita e la mia immagine come padre, nonno e uomo. Senza dimenticare che ci sono ancora le indagini in corso su tutta la vicenda e non è possibile permettere la diffusione di questo girato. Non permetterò ad un ragazzo di arricchirsi per la sua fame di successo e ricchezza prendendosi gioco della mia vita".

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