Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

Nuove regole per i beni confiscati, c'è anche la "norma Saguto"

La Camera ha dato il via libera alla riforma, adesso il testo passa al Senato. Vietata la nomina ad amministratore giudiziario non solo ai parenti ma anche ai "conviventi e commensali abituali" del magistrato che conferisce l'incarico

Foto archivio

Regole più ferree per l'assegnazione e la gestione dei beni sequestrati alla criminalità. E' quanto prevede la riforma del codice antimafia, approvata dalla Camera. L'aula ha detto sì con 281 voti a favore, 66 contrari (Fi e M5S) e due astenuti, e il testo passa adesso al vaglio del Senato.

Parte integrante della riforma è un emendamento, voluto dal M5S, che impedisce la nomina ad amministratore giudiziario di beni confiscati alla mafia non solo ai parenti ma anche ai "conviventi e commensali abituali" del magistrato che conferisce l'incarico. Gli amministratori giudiziari inoltre non potranno avere più di 3 incarichi. E' quella che viene ribattezzata la "norma Saguto", dal nome dell'ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, sospesa dalle funzioni e indagata per corruzione.

In 30 articoli si ridisegna tutta la complessa materia delle misure di prevenzione. Il provvedimento deriva dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la quale grandi organizzazioni sociali come la Cgil, Avviso Pubblico, Arci, Libera, Acli, Lega Coop, Sos Impresa, Centro studi Pio La Torre raccolsero, due anni e mezzo fa, centinaia di migliaia di firme e integrata dal lavoro fatto nel frattempo dalla commissione parlamentare antimafia.

La riforma prevede anche l'assegnazione in affitto degli immobili confiscati alla mafia al personale delle forze di polizia, delle forze armate e ai vigili del fuoco, che potranno provvedere a proprie spese a ristrutturarli se le amministrazioni assegnatarie non dispongano delle risorse necessarie. L'emendamento era stato sollecitato dalla segreteria provinciale Consap di Palermo e o presentato a firma del Movimento 5 Stelle. "È una grande vittoria per la legalità e per le forze dell’Ordine che hanno pagato un enorme tributo di sangue per la lotta alla mafia - commenta Igor Gelarda, dirigente della Consap di Palermo -. Finalmente siamo riusciti a sbloccare una situazione che si protraeva da tanti anni ed era anche costosa per la pubblica amministrazione in quanto di alcuni appartamenti noi continuavamo a pagare le spese per lavori straordinari o per il condominio, pur senza usufruirne".

Con la riforma, l'Agenzia per i beni sequestrati ne esce rafforzata, con sede centrale a Roma e un direttore (non per forza un prefetto) che si occuperà dell'amministrazione dei beni dopo la confisca di secondo grado.

LE REAZIONI

"Grazie a questa legge, che ha anche ricevuto il contributo delle più importanti associazioni nazionali contro le mafie - commenta Magda Culotta (Pd) - non avremo più casi Saguto, colpiremo al massimo gli illeciti e tuteleremo al contempo le attività e i lavoratori sui territori in cui le stesse ricadono".

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