Rifiuti fuori da Bellolampo: i costi salgono a 17 milioni, la Regione tende la mano al Comune

Una mazzata per i conti di Palazzo delle Aquile, che ha chiesto alla Regione di "coprire" interamente le spese per evitare di dichiarare lo squilibrio. Sala delle Lapidi in allarme. Il 3 settembre incontro tra Pierobon e Catania per trovare una soluzione

Dopo la saturazione della sesta vasca di Bellolampo, che ha costretto la Rap a portare i rifiuti in altre discariche, il Comune si è trovato con uno squilibrio di bilancio: un buco che inizialmente era stato quantificato in 11 milioni di euro e che adesso, dopo un ricalcolo fatto dalla Rap, lieviterebbe fino a 17 milioni. Una mazzata per i conti di Palazzo delle Aquile, che ha chiesto l'intervento salvifico della Regione per evitare di dichiarare lo squilibrio.

Il governo regionale, nella persona dell'assessore all'Energia Alberto Pierobon, non si è mostrato insensibile. Anzi, ha già fissato una data per incontrare il Comune. Da viale Campania confermano che il 3 settembre prossimo Pierobon e l'assessore comunale all'Ambiente Giusto Catania si siederanno attorno a un tavolo, assieme a funzionari e dirigenti tecnici, per trovare una soluzione. Non sarà facile, anche se la Regione ha teso la sua mano e la discussione è stata impostata su un piano politico.

Lo scoglio da superare non è soltanto il reperimento dei 17 milioni necessari a sostenere i costi di trasferimento dell'immondizia fuori da Palermo. La Regione, infatti, dovrà trovare la giusta formula per non scontentare altri Comuni in difficoltà. Anche se la tesi della Giunta Orlando, più volte ribadita dall'assessore Catania, è che se Bellolampo si trova in questa situazione la motivazione va ricercata nell'inerzia del governatore Musumeci all'epoca in cui era stato nominato commissario per l'emergenza rifiuti. Nascono lì, secondo il Comune, i ritardi della gara per la realizzazione della settima vasca. D'altro canto non va dimenticato che dal primo giugno a Bellolampo non opera più Eco Ambiente, società privata che gestiva il Tmb mobile, e che il servizio di trattamento meccanico biologico dei rifiuti - anche per i Comuni della provincia - viene svolto direttamente da Rap. Con un conseguente introito. Anche questo verrà fatto pesare sul piatto della bilancia.

Allo stato attuale la situazione resta critica. E pure se la Regione dovesse "coprire" i costi per il trasferimento dei rifiuti a Lentini, Motta S.Anastasia e Siculiana, dovrebbe comunque essere il Comune ad anticipare le somme. E, al momento, avrebbe enormi difficoltà a farlo dato che l’anticipazione onerosa di tesoreria è quasi esaurita. Insomma, problemi su problemi che hanno fatto già da tempo scattare il campanello d'allarme in Consiglio comunale, dove le minoranze chiedono una seduta urgente per chiarire la vicenda.

Intanto Angelo Sajeva, il commissario ad acta nominato dalla Regione per il rendiconto 2018, ha inviato una nota al collegio dei revisori dei conti affinché esprima il proprio parere. Il collegio però ha chiesto un’integrazione di documentazione, valida ai fini dell’asseverazione, che non è ancora arrivata. Risultato? Il rendiconto non non è stato iscritto all’ordine del giorno. L'ennesima grana di questa estate calda per i conti del Comune, in deficit strutturale e gravati dal trasferimento fuori Palermo dei rifiuti che rischia di mandarli definitivamente all'aria. A meno di un salvataggio in extremis della Regione.

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