Bellolampo verso la saturazione: i rifiuti di Palermo nelle discariche di Lentini, Catania e Siculiana

Lo stabilisce un decreto della Regione che, in attesa della settima vasca, autorizza per un anno il trasferimento di 235mila tonnellate d'immondizia. Allo studio altre due ipotesi-tampone: lo stoccaggio di ecoballe nell'area ex inerti e in una cava di Altofonte

Cassonetti stracolmi e immondizia per terra in via Evangelista di Blasi

Quando la discarica di Bellolampo arriverà a saturazione, presumibilmente entro la metà di luglio, i rifiuti prodotti a Palermo e in alcuni Comuni della provincia verranno portati negli impianti di Lentini, Motta Sant’Anastasia e Siculiana. Con un costo per la Rap stimato in 10 milioni. Lo stabilisce un decreto del dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti, Salvo Cocina, che autorizza per un anno il trasferimento "in via urgente" di 235mila tonnellate d’immondizia, che prima però devono essere lavorate nell’impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) di Bellolampo.

Un provvedimento finalizzato a scongiurare un’emergenza in piena estate. Emergenza che, di fatto, Palermo sta già vivendo in questi giorni a causa dei rifiuti accumulati nel piazzale antistante il Tmb, che la Rap non è riuscita ancora a smaltire. Entro dieci giorni la situazione di contingente difficoltà, che ha rallentato la raccolta dei rifiuti in città - fino ad oggi si sono registrate criticità in vari quartieri (ad esempio nella zona a monte della Circonvallazione), dovrebbe tornare alla normalità. Il vero nodo è però rappresentato dalla capienza della sesta vasca, ormai giunta al limite. In attesa della settima vasca - la gara d’appalto non è stata ancora pubblicata e i lavori dureranno non meno di 14 mesi (ma si potrà abbancare passati almeno 6 mesi) - si è reso necessario un intervento da parte della Regione che, d’intesa con il Comune di Palermo e la Rap, sta studiando anche altre soluzioni-tampone. Ovvero lo stoccaggio per circa due mesi del cosiddetto sopravaglio secco in eco-balle presso l’area ex inerti di Bellolampo e, notizia di ieri, in una cava che si trova ad Altofonte.

La cava di contrada Valle Rena, chiusa e attualmente nelle mani dell’autorità giudiziaria, potrebbe consentire conferimenti per ulteriori cinque mesi. Il punto è che, una volta finita l’emergenza, questi rifiuti dovranno essere rimossi e riportati in discarica. Ipotesi che tanto il Comune quanto la Rap vorrebbero evitare per intaccare subito la capacità della settima vasca. E la Regione sta assecondando questa volontà. Un elemento importante che s’inserisce, anche dal punto di vista politico, nella rinnovata intesa tra la Regione e il Comune. Insomma, gli attacchi del sindaco Leoluca Orlando a Palazzo d’Orleans e alle strutture regionali (Cocina in primis) sembrano distanti anni luce. Merito anche dell’opera di mediazione svolta dall’assessore all’Energia Alberto Pierobon in nome di un interesse supremo, visto che la gestione dei rifiuti a Palermo ha dei riflessi su tutto il sistema regionale.

La settima vasca, nella migliore delle previsioni, non vedrà luce prima di aprile-maggio del 2020. Quindi, scrive Cocina, "al fine di assicurare la continuità dello smaltimento dei rifiuti prodotti dal Tmb di Bellolampo ed evitare emergenze ambientali o igienico-sanitarie occorre individuare siti alternativi e idonei per il sovvallo nel periodo da metà luglio 2019 a dicembre 2019, e da tale data fino a metà luglio 2020 per il sottovaglio umido". Gli impianti ritenuti dalla Regione idonei sono tre e sono gestiti da Sicula Trasporti (Lentini), Oikos (Motta Sant’Anastasia) e Catanzaro costruzioni (Siculiana). Tutte discariche private, chiamate adesso dalla Regione ad accogliere a breve le circa mille tonnellate giornaliere di rifiuti provenienti da Palermo e Comuni limitrofi. Di recente, alcuni di questi impianti hanno respinto o incamerato in parte l’immondizia di alcuni Comuni del Palermitano precedentemente trattata nel Tmb di Bellolampo. Motivo per cui la Regione nei giorni scorsi ha emanato un provvedimento che aumenta le quantità e “invita” ad aprire le porte delle discariche.

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