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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Politica

Barbagallo contro Conte: "Ha deciso di tradire i 40 mila siciliani che hanno votato alle primarie"

Il segretario del Partito democratico oggi è intervenuto alla direzione regionale riunita al San Paolo Palace per discutere sui risultati elettorali

"Sono pronto ad assumermi la responsabilità delle scelte che ho fatto, non di quelle che non ho fatto e che non ho potuto in alcun modo impedire". Questo un passaggio della relazione letta dal segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, nel corso della direzione regionale del partito che sta analizzando l'esito del voto alle elezioni politiche e e regionali, al San Paolo Palace. "Sarebbe piaciuto anche a me essere il 'deus ex machina' da cui tutto dipende, ma così non è stato - ha aggiunto -. Per me come per gli altri segretari prima di me".

E sulla formazione delle liste per le elezioni politiche, che ha provocato diversi malumori tra i dem siciliani, Barbagallo ha precisato: "Se ogni territorio avesse potuto garantire i suoi riferimenti e ogni corrente avesse potuto confermare i suoi uscenti saremmo stati tutti più contenti, ugualmente sconfitti, ma con meno sete di vendetta. La mia proposta alla segreteria nazionale è stata quella venuta fuori da questa direzione, votata all'unanimità, ed è stata quella che ho provato a difendere - ha aggiunto -. Purtroppo però non ho fatto io le regole e alla direzione regionale spettava solo l'istruttoria, non l'ultima parola sui candidati". Secondo Barbagallo "serve immediatamente una nuova forma di partito che restituisca autorevolezza agli organi regionali, ai territori e alle esperienze che rappresentano" ed "è urgente dare solo ed esclusivamente alle direzioni regionali il potere di proporre e approvare le liste nazionali, senza dovere passare sotto il giogo delle Forche Caudine dell'approvazione nazionale, che di legislatura in legislatura determina ferite insanabili".

"Fra gli errori che i saggi, col senno del poi, contestano non c'è quello di essermi risparmiato - dice Barbagallo -. In questi due mesi come negli altri due anni. Dove c'è stata una battaglia da fare, un comizio da organizzare io ci sono stato e posso raccontare meglio di chiunque altro che la comunità dei militanti è viva".

"Non accetto che si parli del Pd siciliano come di un partito finito. Che lo facciano gli avvoltoi, esponenti di altri partiti che per sopravvivere vogliono erodere pezzi del nostro consenso, è lecito, che lo facciano esponenti del Pd per spirito di rivalsa o - prosegue Barbagallo - che lo facciano i fuoriusciti del Pd per legittimarsi oggi dopo avere corso contro il Pd, dopo avere brigato con gli avversari e dopo avere chiesto ai nostri iscritti di votare altre formazioni politiche, è insopportabile. Abbiamo perso le elezioni regionali, ma siamo la prima opposizione parlamentare. Il Pd non ha ottenuto il risultato sperato, ma è vivo, resta in piedi, conferma i numeri del 2018 senza nemmeno offrire passaggi ai soliti 'autostoppisti' dell’Ars". 

"Grazie a Caterina Chinnici che ha messo la sua storia a servizio di questa coalizione, anche quando la coalizione non c'era più". Barbagallo ha ricordato che la candidata del centrosinistra si è attestata "al 16,17%" e "come era prevedibile, ha regalato alla coalizione un valore aggiunto". Tutto questo, però, "non è bastato". Il segretario dei dem siciliani ha sottolineato come la partita delle elezioni regionali sia stata "condizionata dall'alto tradimento del M5s", che ha rotto con il Pd dopo al celebrazione delle primarie: "Insieme - ancora Barbagallo - avremmo raccontato un'altra elezione. A me toccava il dovere di fare tutto il possibile per tenere unita la coalizione e difendere la candidata alla presidenza - ha aggiunto -. E non mi sono tirato indietro. L'ho fatto dall'inizio alla fine, l'ho fatto con il mandato unanime di questa direzione, soprattutto quando sembrava che tutto stesse per saltare per aria. Quando Conte ha deciso di tradire i 40.000 siciliani che hanno scelto di votare alle primarie e di aspettare l'ultima notte per cancellare 5 anni di opposizione ferrea al governo Musumeci, provando a guadagnare qualche punto percentuale. Con scarsi risultati".

"A livello nazionale - ha aggiunto il segretario regionale - si è già aperta una nuova stagione congressuale, con la speranza di poterci finalmente concentrare sui temi, senza farci vampirizzare dai personalismi, dalla solita tentazione leaderistica che cambia tutto per non cambiare niente. Quando a livello nazionale sarà ultimata la procedura congressuale, mi rimetterò al partito per avviare, anche in Sicilia, la nuova fase congressuale".

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