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Nuovo schema Irpef, l'addizionale aumenta ma 40 milioni dallo Stato la alleggeriscono per i prossimi anni

Delibera approvata in Consiglio comunale. Si passerà dallo 0,8% del 2022 allo 0,938% nel 2023, poi ritocchi fino all'1,338% nel 2031. Il sindaco Lagalla: "Gettito minore di quasi 160 milioni nel decennio 2022/2031 rispetto a quanto previsto dalla vecchia amministrazione". Forello: "Tassa sterilizzata solo a ridosso delle elezioni"

Un contributo erariale di 40 milioni di euro assegnato dallo Stato e contenuto nell'ultima legge di Bilancio consente al Comune di ridurre l'aumento dell'addizionale Irpef. Il nuovo schema sul gettito dell'imposta per gli anni 2023-2031, atto propedeutico al previsionale 2023-2025 è stato approvato oggi in Consiglio comunale. Ma se da un lato il sindaco Roberto Lagalla sottolinea che "le misure di questa Giunta permetteranno di andare oltre il dimezzamento del gettito Irpef fino al 2027", dall'altro i consiglieri di minoranza di Progetto Palermo, Pd, M5S, Oso e Gruppo misto che non hanno votato la delibera esprimono perplessità: "Il sindaco, la Giunta e la maggioranza di destra hanno buttato la maschera: decidono di aumentare l'addizionale Irpef e di escludere l'esenzione per i redditi più bassi e sotto la soglia di povertà. Le fasce più deboli della nostra città quindi subiranno aumenti percentuali uguali alle fasce più ricche, in violazione del principio di progressività", si legge in una nota congiunta.

Nuovo schema Irpef, cosa è previsto

L'addizionale comunale passerà dallo 0,8% del 2022 allo 0,938% nel 2023. Poi aumenterà progressivamente fino a toccare l'1,338% nel 2031. Nel nuovo schema, rispetto all'ultimo previsto dal Patto con lo Stato, approvato da Sala delle Lapidi e certificato nello scorso aprile dal capo area delle Entrate e tributi comunali, Maria Mandalà, sono il 2026 e il 2027 gli anni in cui si registrano notevoli differenze. Se prima infatti era previsto un maggior gettito di 38 milioni per il 2026 e di 37 milioni per il 2027 adesso i due importi sono calati a 14,5 milioni e 28,7 milioni. E dunque se in precedenza erano previste aliquote dell'1,4% e dell'1,388% per quei due anni ora sono state ridotte a 1,03% e 1,25%. "Casualmente - fa notare Ugo Forello, consigliere di Oso - si tratta degli anni in cui ci si ritroverà a ridosso delle prossime elezioni comunali. Per il resto è rimasto tutto invariato".

Lagalla e Varchi: "Pressione fiscale alleggerita"

Mentre il sindaco Lagalla evidenzia le differenze a quanto stabilito da Sala delle Lapidi durante l'amministrazione Orlando. "Complessivamente, le misure adottate consentiranno di alleggerire, nel decennio 2022/2031, l’aumento di Irpef di 159.110.332 euro. Il Piano di riequilibrio adottato dal Consiglio comunale con deliberazione del 31 gennaio del 2022, invece, prevedeva un incremento dell’Irpef pari a 378.895.939 nel decennio 2022/2031".

Il vicesindaco e assessore al Bilancio Carolina Varchi aggiunge che "le misure volute dalla giunta Lagalla e contenute nel decreto Aiuti bis dello scorso anno hanno permesso di sterilizzare del tutto il gettito Irpef di quasi 50 milioni di euro dello scorso anno". E rivendica che "il canale instaurato dalla nuova amministrazione con il governo nazionale e un’interlocuzione credibile hanno permesso di inserire nella Legge di Bilancio dello Stato la misura che fortemente voluto e che riconosce al Comune di Palermo un ulteriore contributo erariale di 40 milioni di euro che consentirà di ridurre ancora l’Irpef del 2026".

La soddisfazione della maggioranza

"Grazie al lavoro dell’amministrazione e a due proposte emendative presentate dai gruppi consiliari di maggioranza, la delibera ha previsto una notevole diminuzione degli aumenti inizialmente previsti per effetto del piano di riequilibrio che era stato approvato dalla precedente amministrazione. Siamo riusciti a far risparmiare ai cittadini ben 159 milioni nell’arco dei 10 anni. L’amministrazione Lagalla era già riuscita a diminuire di ben 70 milioni di euro il gettito aggiuntivo complessivo, previsto nei 10 anni di durata del piano di riequilibrio. Siamo riusciti, inoltre, ad azzerare gli aumenti per il 2022 per oltre 49 milioni di euro e, grazie agli emendamenti approvati oggi in consiglio comunale, siamo riusciti, inoltre, a ridurre di ulteriori 700 mila euro gli aumenti previsti per il 2023", dichiarano i capigruppo della maggioranza in Consiglio Comunale: Domenico Bonanno (Democrazia Cristiana), Gianluca Inzerillo (Forza Italia), Giuseppe Milazzo (Fratelli d’Italia), Dario Chinnici (Lavoriamo per Palermo) e Alessandro Anello (Lega).

I sindacati

"Continua a mancare il confronto con le forze sociali della città. Il sindaco Lagalla si assuma la responsabilità di un aumento dell’Irpef che, sia pur limitato e spalmato negli anni, graverà proporzionalmente sui ceti più fragili e deboli della nostra città, sui giovani, sui disoccupati", afferma il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo.

"Avevamo espresso molte perplessità un mese fa sull’ipotesi di aumento dell’addizionale Irpef, senza che si tenesse conto dei redditi bassi per escluderli dall’aumento dallo 0,8% del 2022 allo 0,938% nel 2023 e da quelli progressivi fino al 2031. Purtroppo la delibera approvata oggi non tiene così conto delle difficoltà di tante famiglie che non ce la fanno più ad affrontare il caro vita che sta erodendo stipendi e pensioni". Cosi Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani.

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