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Cambiano le regole per le associazioni antiracket: nuovi criteri per avere i fondi

L'assessore della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Carmencita Mangano, ha firmato il nuovo decreto. Possono essere concessi fino a un massimo di 25.822,24 euro l'anno

Sono stati approvati i nuovi criteri per la concessione dei contributi, fino a un massimo di 25.822,24 euro l'anno, destinati alle associazioni antiracket. Lo rende noto l'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Carmencita Mangano, che ha firmato il nuovo decreto, modificando quello precedente emanato il 2 ottobre del 2002.

La nuova disciplina prevede che "possano accedere alle agevolazioni le associazioni antiracket riconosciute e che si siano costituite parte civile, le fondazioni, i centri e le altre strutture associative che abbiano sede in Sicilia; che svolgano, per espressa previsione statutaria, l'attività volta all'assistenza, alla tutela, all'informazione dei soggetti che abbiano subito richieste o atti estorsivi, nonché dei soggetti che abbiano fatto ricorso a prestiti ad usura e le cui attività economiche o professionali versino conseguentemente in stato di difficoltà; che siano iscritti negli appositi elenchi delle associazioni antiracket e antiusura tenuti in Sicilia dagli Uffici territoriali del Governo; che abbiano, da almeno 2 anni, posto in essere iniziative inerenti le finalità statutarie dalla norma che istituisce il contributo e che non ricevano in via ordinaria contributi da altre amministrazioni per le medesime finalità".

"Abbiamo voluto aggiornare le direttive per la concessione di questo importante beneficio - ha spiegato l'assessore Mangano - in modo da fornire un sostegno chiaro, puntuale e preciso alle vittime dell'estorsione e dell'usura. Il ruolo delle associazioni antiracket è fondamentale per combattere la mafia e per affermare i principi di legalità e del rispetto delle regole. Ma occorre anche che la pubblica amministrazione funzioni molto bene per evitare che i contributi siano erogati a chi non ha diritto o a chi li usa per altre finalità. Sotto questo punto di vista abbiamo lavorato, assieme al dirigente generale del dipartimento Famiglia, Mario Candore, affinché i criteri siano più rigorosi per evitare eventuali distorsioni che possano danneggiare l'immagine delle molte associazioni che, con onestà e impegno, combattono in Sicilia contro il racket".

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