Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Scontro fra coop e Comune sui nido: "A rischio 100 lavoratori e bambini a casa", "Basta strumentalizzazioni"

Botta e riposta tra Fism, Confcooperative, Legacoop e l'assessore Marano dopo il mancato accordo sugli asili convenzionati. La denuncia: "Quest’amministrazione dovrà spiegare come potrà garantire il diritto all’educazione". La replica: "Accuse sorprendenti e infondati, si vogliono aggirare le regole"

Il mancato accordo sugli asili nido convenzionati tra cooperative e Comune potrebbe far saltare 100 posti di lavoro e far venire meno, a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico, le strutture a disposizione per i bambini. La vertenza che negli ultimi giorni ha visto contrapposti i 20 asili nido convenzionati e l'assessorato alla Scuola si trasforma in un vero e proprio scontro.

Ad accendere la polemica è una nota di Fism, Confcooperative e Legacoop: "Se da un lato il prezzo maggiore lo pagheranno gli oltre 100 lavoratori docenti e non docenti degli asili del sistema integrato del privato accreditato, per i quali nei prossimi giorni si cercheranno forme di tutele e sostegno al reddito, ci sembra più difficile, trovare adeguate soluzioni per i bambini e le loro famiglie" si legge in una nota sindacale.

Le accuse al Comune

"Questa amministrazione dovrà spiegare come potrà garantire il diritto all'educazione dei bambini e delle bambine che non hanno trovato e non troveranno un posto nei nidi comunali. In molti casi, questi bambini e bambine, sono minori in condizione di fragilità socio-economica, ospiti delle comunità alloggio, con un futuro incerto sin dalla nascita e a grave rischio di quella che viene definita povertà educativa".

"Quanto annunciato con grande enfasi dall'assessore Marano sulla stampa qualche giorno fa - prosegue la nota firmata da Dario Cangialosi(Fism), Cesare Arangio (Confcooperative) e Pippo Fiolo (Legacoop) - non è altro che l'ennesimo tentativo di offuscare le serie carenze e l'inadeguatezza che l'assessorato alla Scuola si trascina da anni nell'erogazione dei servizi per la prima infanzia; incapace di costruire un sistema integrato pubblico/privato sociale no-profit, così come previsto dal decreto legge 65 del 2017, e che assegna alla Sicilia, il non invidiabile primato di regione con la minore offerta di numero posti-nido. E' chiaro che il sistema dei servizi educativi, che non è unico e non è integrato, è naufragato. I bambini accolti negli asili nido gestiti direttamente dal Comune valgono almeno quattro volte di più rispetto agli altri, per i costi che tutta la collettività deve sostenere e per il privilegio che viene riservato a soli 800 bambini. Si chiude dunque, indecorosamente, una stagione di richieste di co-programmazione e co-progettazione".

La risposta dell'assessore

"Strumentalizzare i bambini per aggirare le regole". E' questo, secondo l'assessore Marano, "ll significato, neanche tanto occulto o profondo, del comunicato diramato da Confcooperative Sicilia, Fism Sicilia e Lega Coop Sociali Sicilia, i cui toni e modalità restano estranei e distanti da qualunque logica di dialogo sociale. Sorprendenti le accuse ad un Assessorato, che ha svolto un ruolo riconosciuto dall'Autorità di gestione nazionale dei fondi Pac infanzia come 'virtuoso', e che ha intrattenuto decine e decine di confronti con i tre soggetti di rappresentanza, oggi strumentalmente accusatori, e sino a ieri pomeriggio al tavolo di confronto con l'intero assessorato. Il sistema integrato non è omologazione tra servizi pubblici a gestione diretta e imprese educative private, ne la pretesa di aver riconosciuti le prestazioni vuote per piene, ma è l'esaltazione delle specificità tanto dell'impresa privata che del sistema pubblico. Ulteriori accuse riguardanti colpevoli tariffazioni, fuori mercato o non congrue, vengono rivolte ingiustamente al Comune che applica regole e indicazioni nazionali e regionali, forse per coprire altri colpevoli ritardi? Nessun annuncio, tanto meno enfatico, è mai stato fatto relativamente ai servizi integrati. A noi non appartiene la politica degli annunci bensì quella del servizio. Infatti si è lavorato durante questi mesi per fornire alle famiglie, attraverso l'uso delle risorse statali, la scelta di strutture e servizi privati a fronte di un titolo di frequenza effettiva per garantire opportunità educative e continuità del servizio. Additarci, infine, come coloro che non hanno la dovuta cura per l'infanzia più fragile è una affermazione bugiarda e priva di fondamento, dal momento che la priorità assoluta di accesso ai servizi comunali è garantita proprio a questa fascia di utenza. Tutto il resto è solo una incommentabile strumentale polemica".

La Cisal: "Si riprenda il dialogo"

"Lo scontro a mezzo stampa tra le associazioni che rappresentano gli asili nido privati e il Comune - dice il segretario generale della Cisal Palermo Gianluca Colombino - non giova a nessuno: né ai lavoratori e alle lavoratrici che rischiano di rimanere senza occupazione, né alle famiglie che potrebbero non avere strutture a disposizione per bambini e bambine a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico. Chiediamo alle parti di riprendere il dialogo per trovare soluzioni, evitando querelle che non giovano a nessuno e di cui non si capisce il senso in un momento critico come questo".

Gentile (Pd): "Sistema integrato va garantito"

"Pur non condividendo i toni della protesta - dichiara il consigliere comunale del Partito democratico Milena Gentile - ritengo non debba restare inascoltato l'allarme lanciato dalle cooperative sociali che gestiscono i 20 asili nido convenzionati della nostra Città. Considerati gli orientamenti dettati dalle linee guida regionali, peraltro condivise dall'Anci nell'ambito della cabina di regia Dl 65/2017, sono certa che il sindaco e l'assessora Marano, dalla lunga esperienza sindacale, riusciranno a trovare una soluzione al problema burocratico che rischia di compromettere l'anno scolastico 2021-22 e nel contempo di mettere a repentaglio i destini lavorativi di tanto personale. Proprio in forza dell'operato virtuoso di questo Assessorato, riconosciuto dall'Autorità di gestione vazionale dei fondi Pac infanzia, auspico che l'Amministrazione approdi a un'intesa negoziale per la equa remunerazione dei costi di gestione e della quota bambino/a, considerate dalle cooperative sociali insufficienti per garantire i lavoratori e le lavoratrici, nonché la qualità del servizio educativo. E' necessario scongiurare in ogni modo il rischio che il numero di posti nido necessario per rispondere al fabbisogno non sia più garantito dal sistema educativo integrato no-profit".

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