Figuccia contro i vitalizi: "All'Ars ostinazione gattopardiana"

Il deputato dell'Udc e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia annuncia che chiederà il voto dell'aula: "Si guarda con ostinazione al mantenimento dello status quo, alla torre d'avorio, alla casta medievale"

Vincenzo Figuccia

"Nel silenzio assordante e omertoso, è suonato il gong sui vitalizi degli ex deputati e da adesso la Sicilia rischia di vedersi tagliare da Roma ben 70 milioni resi in servizi", A dirlo è Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia.

Il parlamentare regionale denuncia "l'insopportabile incrostamento gattopardiano, male atavico di questa terra, che guarda con ostinazione al mantenimento dello status quo, alla torre d'avorio, alla casta medievale. Ma - si chiede -come giustificare una posizione simile, innanzi a migliaia di lavoratori siciliani, figli del sistema contributivo che di certo non avranno mai pensioni di quell'entità? Con quale pudore dirlo ai nostri pensionati che hanno lavorato tutta una vita per una piccola pensione? Come spiegarlo a quei ragazzi disoccupati che vedono la pensione come un miraggio? Che lo si fosse stabilito con un voto in Aula, con la fantomatica commissione speciale o con una determina dell'ufficio di Presidenza, si  sarebbe già dovuto tagliare senza se e senza ma".

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"Oggi - annuncia Figuccia - chiederò alla presidenza dell'Assemblea e a tutto il Parlamento che ci si assuma la responsabilità e che con voto palese, si stabilisca definitivamente il taglio. Inutile rimandare a sovrastrutture anacronistiche, a commissioni di dottoroni che a nulla servono se non a prendere tempo mentre i siciliani guardano allibiti. In Austria la pensione speciale per i parlamentari è stata abolita nel 1997, in Estonia nel 2003, in Portogallo nel 2005, in Grecia nel 2012 in piena crisi economica, con un forte segnale di rispetto verso chi subiva tagli a pensioni e salari. In Croazia la riforma è arrivata nel 2012 e oggi non esistono privilegi. In 18 Paesi europei, i deputati versano i contributi come tutti gli altri cittadini e percepiscono una pensione in base ai contributi versati durante l'arco della loro vita lavorativa. Se è vero per uno Stato, è tanto più vero per l'economia regionale dove le sostanze e le opportunità hanno una serie di limiti. La Sicilia - conclude il parlamentare regionale - per tornare a crescere deve ripartire da questo agognato taglio che oggi, assume un forte valore simbolico, che edifica e feconda il credo istituzionale, che libera energia e conferisce maggiore giustizia sociale in una società sempre più legittimamente agnostica e lontana da chi pur avendo ruoli istituzionali, non da il buon esempio"

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