Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Ars, "gettonopoli" e Province: "Riforma in aula il 30 giugno"

Mentre fuori impazzava la protesta degli ex dipendenti delle Province, l'assemblea regionale trattava i due importanti temi. Ad annunciare il rinvio della discussione del ddl il presidente Giovanni Ardizzone. E intanto Forzese passa dal Pdr a "Il Megafono-lista Crocetta"

Fuori impazza la protesta degli ex dipendenti, mentre l’Ars discute la riforma delle province. Dopo l’incontro coi sindacati è arrivato all’annuncio del presidente dell’assemblea Giovanni Ardizzone: "Andrà in aula il prossimo 30 giugno”. Proseguono la seduta a Palazzo dei Normanni, dove a tenere banco c’è anche il taglio ai Comuni per le indennità di sindaci e amministratori locali. Lo scontro sul tema è nato da un emendamento firmato da tre deputati del Pd e da uno dell’Ncd ha mandato su tutte le furie il presidente Crocetta, ovvero quello che farà entrare la norma in vigore dalle prossime elezioni. Il Governatore: "Lo slittamento significherà sottrarre 50 milioni ai Comuni e dunque ai cittadini"

Per il presidente dell’Ars Ardizzone, il futuro dell’assemblea regionale passa da quello degli enti intermedi: "Se non si fa la legge si va al dissesto delle province e se questo avviene a cascata c’è il dissesto della Regione. Quindi mi sembra automatico rompere le righe andare a votare a ottobre”. Tra i sindaci qualcuno resta dubbioso. "Siamo critici sull'impostazione della riforma - spiega Michele Palazzotto, segretario regionale della Fp Cgil - per la parte che riguarda la ripartizione di attribuzioni, competenze e funzioni tra la Regione e i Liberi consorzi dei comuni. E non è nemmeno chiaro a quanto ammontano le somme da destinare agli enti".

Sulla stessa scia il presidente della commissione Bilancio all’Ars, Vincenzo Vinciullo: “Non ho cambiato idea ma credo che la Provincia è un ente amministrativo che non può essere sostituito da altro e che le funzioni fino ad ora svolte sono vitali per tutti i cittadini della Regione Siciliana. Ritengo - ha concluso - che al più presto debba essere approvato il disegno di legge di riordino delle Province, ampliando le competenze delle stesse, assicurando nuovi flussi di finanziamento e garantendo l'occupazione ai lavoratori”. Del problema relativo agli ex dipendenti e ai precari delle Province ha parlato anche il vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, che ha illustrato la volontà di “costituire un gruppo di lavoro per questa emergenza”.

Secondo quanto riferito da fonti sindacali presenti all'incontro di oggi, la Giunta regionale avrebbe approvato un emendamento aggiuntivo da inserire nello “Sblocca Sicilia”, all’interno del quale ci sarebbero 10 milioni di euro per le ex Province. Si tratta di una parte delle somme, che complessivamente ammontano a 30 milioni di euro, già contenute nella finanziaria regionale e destinate al piano interventi straordinari per la viabilità provinciale. Il governo chiederà a Roma deroghe al patto di stabilità solo per consentire agli enti di chiudere i bilanci. All’inizio della seduta si è registrato anche un cambio di “casacca”: l deputato regionale Marco Forzese ha lasciato il Pdr all'Ars e passa al gruppo de "Il Megafono-lista Crocetta".

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