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Spese pazze all'Ars, 35 deputati ed ex accusati di peculato

Avrebbero utilizzato i soldi pubblici erogati per il funzionamento dei gruppi parlamentari per fini personali. Gli indagati potranno chiedere di essere ascoltati prima che la Procura decida se archiviare la loro posizione o rinviarli a giudizio

La Procura ha chiuso il terzo filone dell'inchiesta sulle cosiddette "spese pazze" all'Assemblea regionale siciliana. Sono 35 i politici coinvolti, tra ex deputati e parlamentari in carica. L'accusa è di avere utilizzato i soldi pubblici erogati per il funzionamento dei gruppi parlamentari per fini personali: dalle vacanze con la famiglia ai regali per matrimoni, dalle spese di condominio di appartamenti privati, all'acquisto di tablet e computer.

Il primo filone dell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei pm Maurizio Agnello, Sergio Demontis e Luca Battinieri, riguardava gli ex capigruppo dell'Ars per i quali si è chiesto il giudizio; il secondo rigurada un gruppo di deputati per i quali è stata chiesta l'archiviazione, tra cui il sottosegretario Davide Faraone e il Presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, e il terzo riguarda i restanti 35 deputati ed ex.

Tra i parlamentari attualmente in carica ci sono anche l'attuale assessore alla Formazione Bruno Marziano (Pd), Giovanni Di Mauro (capogruppo Mpa), Salvatore Cascio (presidente della commissione Affari Istituzionali); Francesco Rinaldi, deputato questore, Filippo Panarello, Carmelo Currenti, Raffaele Nicotra, Michele Cimino, Giuseppe Gennuso, Nino Dina, Orazio Ragusa, Salvatore Cordaro, Marco Forzese, Riccardo Savona, Salvatore Lentini e Giovanni Greco. Questi invece gli ex: Giovanni Cristaudo, Antonino Scilla, Giuseppe Arena, Francesco Calanducci, Paolo Colianni, Antonio D'Aquino, Pippo Gianni, Giuseppe Lo Giudice, Salvatore Giuffrida e Mario Parlavecchio, Michele Donegani, Mario Bonomo, Guglielmo Scammacca Della Bruca, Francesco Mineo, Alessandro Aricò. Tecnicamente i provvedimenti di chiusura indagine per il reato di peculato sono in fase di notifica; dopo di che gli indagati potranno chiedere ai magistrati di essere ascoltati per fornire ulteriori "spiegazioni e pezze di appoggio" prima che la Procura formuli la richiesta di rinvio a giudizio oppure - se riterrà valide le argomentazioni - l'archiviazione. "Assieme al mio avvocato, Nino Caleca, chiederò di incontrare i magistrati per fornire ulteriori chiarimenti - ha commentato Panarello - rispetto alle somme che mi vengono contestate: 1.495 euro, mille per una iniziativa politica e 495 per una trasferta a Roma dovuta alla mia attività parlamentare".

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