Ars, respinta la mozione di sfiducia a Musumeci presentata dal M5S

Il presidente della Regione esce politicamente rafforzato dopo l'iniziativa dei pentastellati e a caldo dichiara: "Quattro deputati grillini M5S mi hanno chiesto scusa, ma non farò mai i loro nomi". La soddisfazione di Aricò (Diventerà Bellissima): "Maggioranza compatta" 

Nello Musumeci

Con 24 voti favorevoli e 36 contrari, l'Assemblea regionale siciliana ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti del governatore Nello Musumeci. L'esito della votazione nominale, che conferma la compattezza della maggioranza, è stato ufficializzato dal presidente di Sala d'Ercole, Gianfranco Miccichè.

Musumeci esce così politicamente rafforzato dopo l'iniziativa dei pentastellati e a caldo dichiara: "Quattro deputati del M5S mi hanno chiesto scusa per la mozione di sfiducia presentata. Tre uomini e una donna, ma ovviamente non farò mai i loro nomi". 

Alessandro Aricò, capogruppo all'Ars di Diventerà Bellissima, bolla così la mozione di sfiducia proposta dai grillini: "Priva di contenuti politici e concepita dal M5S per rifarsi una verginità, la mozione di sfiducia contro il governatore Musumeci è stata pretestuosa e strumentale, una palese perdita di tempo con una solenne bocciatura di chi l'ha proposta. Già durante il dibattito successivo alla relazione di metà mandato l'azione del governo regionale era stata discussa approfonditamente in aula. Nonostante ciò, a distanza di pochi giorni il M5S ha voluto ugualmente presentare questa mozione, sottraendo tempo prezioso che poteva essere dedicato a provvedimenti realmente importanti per la Sicilia. Uno strumento democratico e quindi legittimo è stato svilito e trasformato in questo caso in un attacco politico privo di qualsiasi fondamento e del tutto contrario alla verità dei fatti".

"La coalizione di governo - conclude Aricò - ha votato con compattezza a sostegno di Nello Musumeci, mentre le opposizioni si sono dimostrate sfilacciate. L'auspicio è che negli ultimi due anni e mezzo di legislatura la polemica strumentale lasci il posto a un confronto costruttivo che agevoli il completamento della stagione delle riforme già avviata da questo governo regionale".  

"La Regione? Una nave senza nocchiero che naviga a vista", è questo il sintetico giudizio espresso dal capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Pasqua, nel corso dell’illustrazione della mozione di sfiducia a Musumeci. Il capogruppo e i deputati De Luca, Campo, Marano, Sunseri, Zafarana e Cappello  hanno elencato in Aula gran parte delle "azioni e inazioni" del governo: "Si va dalla catastrofica gestione della cassa integrazione in deroga, al disastro del settore rifiuti, dalla mancata redazione dei piani di rientro del disavanzo, alla scriteriata gestione dei fondi europei, a quella, altrettanto fallimentare, delle partecipate, dalle nomine sbagliate, alla totale assenza delle tanto strombazzate riforme, fino alla consegna dell'assessorato dei Beni culturali e dell'identità siciliana alla Lega, un partito che da sempre mortifica ed oltraggia il popolo siciliano. Il governo si è ampiamente dimostrato non all’altezza della situazione e che non è stato in grado di portare a temine una riforma, che sia una, a dispetto delle roboanti dichiarazioni dispensate a destra e a manca da Musumeci in campagna elettorale. Era giusto che i cittadini sapessero".

"Musumeci - continua Pasqua - definisce la nostra mozione un certificato di esistenza in vita? Dovrebbe esibire quello del suo governo, che ha più volte dimostrato di avere l’elettroencefalogramma piatto. Quantomeno ora sappiamo che ha una maggioranza e che non può continuare a nascondersi".

"Da adesso in poi - conclude Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all'Ars - il presidente della Regione dovrà smettere di praticare il suo sport preferito, quello dello scaricabarile: la mozione di sfiducia ha fatto emergere con chiarezza che Musumeci una maggioranza ce l'ha, e quindi non può più accusare il parlamento per il suo immobilismo". 

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