L'Ars sempre più come un'arena: "Si crei codice etico per i deputati"

La proposta arriva da Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima, intervenuto in aula con al collo un cartello con il post pubblicato nei giorni scorsi da un deputato del M5S, raffigurante sangue che gronda sul governatore Musumeci. Il M5S: "Ben venga ma per tutti"

"La legittima dialettica politica sempre più spesso è sostituita da volgari attacchi personali, offensivi e di terribile gusto: l'avversario viene concepito come un nemico, l'invettiva prende il posto della critica costruttiva, lo scontro soppianta il confronto. Con un nostro ordine del giorno chiediamo al presidente dell'Ars l'istituzione di una commissione parlamentare per redigere un codice di condotta etica dei deputati regionali, con l'obiettivo proprio di contrastare questo imbarbarimento della politica". Lo ha annunciato Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima all'Ars, intervenendo in aula con al collo un cartello con il post pubblicato nei giorni scorsi da un deputato del M5S, raffigurante sangue che gronda sul governatore Nello Musumeci.

Nell'ordine del giorno "si auspica un'azione di monitoraggio che sanzioni azioni scorrette dei singoli deputati" e nel codice etico sarebbero ribaditi "i principi fondamentali di condotta, a partire dal richiamo all'obbligo costituzionale di svolgere le funzioni pubbliche con 'disciplina e onore', in rappresentanza dell'interesse generale dei cittadini 'ed escludendo ogni soddisfazione di interessi particolari e qualsiasi vantaggio politico diretto o indiretto in un leale rapporto tra maggioranza e opposizione'”.

Pronta le replica dei pentatellati. "Un codice etico per i deputati? Benissimo, per noi è un invito a nozze. Si applichi, comunque, anche agli assessori e, soprattutto, ai titolari di importanti cariche all'interno dell'Assemblea. Se questo codice fosse stato operativo non saremo stati certo noi a farne le spese, visto che siamo stati spesso vittime di inqualificabili epiteti e di comportamenti censurabili, per i quali nessuno si è mai strappato le vesti e ha mai sollecitato scuse", dice il capogruppo Giorgio Pasqua. "E' ovvio che questa uscita di Aricò - aggiunge Pasqua - cerca di spostare l'attenzione dalle reali motivazione della mozione di sfiducia a Musumeci, che sono molte, concrete e pesantissime. Ci spieghi Aricò perché questa grande levata di scudi sua e degli assessori del suo governo per una locandina, quando nessuno ha mai proferito parola per altre più importanti vicende, come, ad esempio, per le pesantissime questioni giudiziarie che hanno investito il presidente della commissione più importante dell'Ars. Ci farebbe piacere - conclude il pentastellato - che questo fantomatico codice si occupasse in primis di vicende di questo tipo".

Articolo aggiornato il 21 luglio 2020 alle ore 19.18

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