La ricetta di Miccichè per la Sicilia: "Servono assunzioni, non demagogia"

Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana ha chiuso la due giorni del forum internazionale sulla salute organizzato dal Cefpas e dalla Fondazione Ambrosetti: "La mafia? Fenomeno non debellato del tutto ma rispetto al passato non c'è paragone"

"Oggi sembra che l'articolo 1 della Costituzione reciti che l'Italia sia una Repubblica democratica fondata sulla demagogia". E' la provocazione lanciata dal presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché, che ha chiuso la due giorni del forum internazionale sulla salute organizzato a Palermo dal Cefpas e dalla Fondazione Ambrosetti. Per spiegare il concetto, il numero uno di Sala d'Ercole ha fatto riferimento alla sanità siciliana vista dai media. "Le notizie di mala sanità ci sono sempre state e sempre ci saranno - ha detto -. Ma negli ultimi anni abbiamo fatti grandi passi avanti e possiamo dire che la nostra sanità è molto migliorata".

Poi rivolgendosi all'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, il presidente dell'Ars lo ha spronato a fare assunzioni. "Ruggero, abbi coraggio, non avere paura. Non è possibile che ogni volta che si parli di assunzioni si gridi allo scandalo. La Google in Europa ha seimila dipendenti e l'età media è di 28 anni. Ho visto l'elenco dei dipendenti della Regione Siciliana e il più giovane di tutti ? Ha 50 anni".

Tra i temi toccati da Micciché nel suo intervento anche il regime delle autorizzazioni pubbliche. "Ci vorrebbe un'analisi seria, uno studio serio, magari realizzato dalla Fondazione Ambrosetti - ha detto - che ci possa fare finalmente capire quanto costa il metodo delle autorizzazioni. L'Italia è l'unico Paese al mondo in cui vige il sistema delle autorizzazioni preventive, dove bisogna, cioè, essere autorizzati a rispettare la legge. Il costo di questo meccanismo, secondo calcoli di gente certamente più brava di me, in questo momento sarebbe pari a 4 punti percentuali di Pil".

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Attenzione, nell'intervento del numero uno di Sala d'Ercole, anche alla mafia. "Ereditiamo una Sicilia, contrariamente a quello che dicono in tanti, che ha lottato per superare, senza l'intervento della Nato, lo storico problema della mafia. Forse ancora - ha sottolineato - il fenomeno non è debellato del tutto ma rispetto al passato non c'è paragone. Facevo politica 30 anni fa e la mafia si sentiva in maniera pesantissima- ha aggiunto-  Oggi la mafia, dicono gli esperti, avrebbe cambiato pelle. La commissione Antimafia dell'Ars, con l'onorevole Fava, ha prodotto già tre relazioni, una su Borsellino, una su Montante e l'ultima sul caso Antoci, che 20 anni fa non si sarebbero fatte mai probabilmente neanche in Italia, figuriamoci in Sicilia: un'analisi realistica che è espressione di coraggio e forza. Peccato che queste cose non tutti le capiscano".

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