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Miccichè guarda al futuro: "Coalizione di centrodestra vincerà prossime regionali"

Il presidente dell'Ars nel corso dell'incontro con la stampa per Natale: "Nel 2020, nonostante il Coronavirus, l'Aula ha approvato 31 leggi. Soltanto il 5% degli articoli è stato impugnato". Sul voto segreto taglia corto: "Più che un errore, una brutta abitudine". E sul rimpasto: "Fi chiede solo modifica del proprio assetto"

Snocciola i risultati raggiunti dall'Assemblea regionale, pensa alle prossime prove che l'Aula dovrà superare ed evita le polemiche. Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè oggi ha incontrato la stampa per i consueti auguri natalizi ed è stata l'occasione per affrontare vari temi. "Nel 2020, nonostante il Coronavirus, l'Ars ha approvato 31 leggi: 14 di iniziativa parlamentare e 17 su input governativo. Credo sia stato un anno di grande attività - spiega Miccichè -. Si è iniziato anche a fare riforme importanti con l'iniziativa del governo, a differenza degli anni scorsi quando l'esecutivo portava essenzialmente disegni di legge legati al bilanci. Abbiamo fatto più leggi e le abbiamo fatte meglio, visto che non c'era mai stata una percentuale così bassa di impugnative da parte dello Stato. Soltanto il 5% degli articoli venuti fuori dalle leggi approvate è stato impugnato". Quello che si sta chiudendo viene definito un anno "molto difficile" da Miccichè, che però sottolinea anche il "lavoro di risparmio: negli ultimi anni abbiamo risparmiato complessivamente 25 milioni di euro e, solo in questa legislatura, dieci".

Tra le prossime sfide c'è la riforma dei rifiuti. "Il governo - puntualizza Miccichè - dice che è da un anno ferma in Parlamento ma questa non è una perdita di tempo: fino a quando non si troverà l'accordo tra le forze politiche la legge non si potrà votare. Si tratta di una proposta molto complessa ma spero che nei primi mesi dell'anno prossimo possa essere finalmente varata".

Tra i temi "caldi" c'è quello del voto segreto, che tanto ha fatto infuriare nei mesi scorsi il governatore Musumeci. "Più che un errore - taglia corto Miccichè - è una brutta abitudine. Se un tempo era considerato una manovra oscura di malaffare, oggi probabilmente non lo è più. Non mi sembra più un grosso problema, certo se si riuscisse ad abolirlo sarebbe un bene e un regalo alla prossima legislatura".

Miccichè guarda anche al futuro, a breve e lungo termine. Toglie dal dibattito l'idea di un rimpasto. "Non credo che ci sarà - dice Miccichè, che è anche coordinatore di Forza Italia in Sicilia - il rimpasto solitamente avviene quando c'è un problema nelle maggioranze. Da parte di Forza Italia c'è soltanto una richiesta di modifica del proprio assetto assessoriale. Serve un riassetto che tenga conto dei risultati raggiunti dal partito nelle varie province. Spero si possa fare in tempi brevissimi. Forza Italia non ha chiesto un rimpasto e non ha rivendicazioni di peso nella maggioranza". In ottica più ampia si mostra fiducioso: "Credo che questa coalizione è quella che vincerà le prossime elezioni regionali. L'accordo tra Lega e Mna? Nulla di strano, tutto regolare. Si tratta di un accordo antico, non mi sembra che in questo momento ci siano problemi. Andiamo avanti".

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