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Ars, approvata la "manovrina" di Natale: un milione (tra le proteste) anche all'Amat

Il parlamento regionale dà il via libera con il voto contrario di Pd e M5S. Stanziati 92 milioni per le spese: fondi a forestali, ex Pip e Asu, Comuni dichiarati zona rossa. Caronia (Fi): "All'azienda trasporti di Palermo contributo per evitare che i lavoratori siano vittime del tram"

C'è anche un milione di euro destinato all'Amat tra i fondi (92 milioni in tutto) stanziati nella cosiddetta "manovrina" di Natale approvata dall'Ars, con il voto contrario di Pd e M5S. In attesa che la Corte dei conti parifichi il rendiconto della Regione, il parlamento regionale dà il via libera (con qualche modifica) alle variazioni di bilancio varate la settimana scorsa dalla Giunta Musumeci.

La Regione allarga i cordoni della borsa, stanziando 33 milioni per i forestali, 3,4 milioni per i parchi e 1,2 per le riserve, 2,4 milioni per l'Irsap, 1,7 milioni per l'aeroporto di Comiso, 5,6 milioni per Asu e Pip, 2,5 milioni per Siciliacque, 1,9 milioni per l'istituto regionale della Vite e dell'Olio, meno di mezzo milione per gli stipendi di Resais e un milione per i Comuni dichiarati zona rossa.

C'è poi il milione per l'Amat, "vincolato al pagamento delle retribuzioni del personale". Così dice Marianna Caronia, deputata di Forza Italia, che ha proposto l'inserimento del contributo straodinario con l'obiettivo "di evitare che i lavoratori dell'Amat siano le prime vittime del disastro finanziario causato dal tram". La norma è stata approvata fra le proteste di parte dei deputati, che hanno contestato l'attenzione riservata solo alla partecipata del Comune di Palermo.

Sul fronte della mobilità arrivano anche 75mila euro per il trasporto pubblico degli anziani e la ricapitalizzazione di Airgest (a società di gestione dell'aeroporto di Trapani). Via libera dall'Ars anche alla proroga dei precari degli enti locali. Ma c'è il "nodo" coperture. "Non c’è niente fare - afferma il deputato M5S Luigi Sunseri, componente della commissione Bilancio dell’Ars - le manovre con coperture molto incerte, stanno divenendo il marchio di fabbrica del governo Musumeci. Era accaduto con la cosiddetta 'finanziaria di guerra', incentrata sulla rimodulazione dei fondi europei, si sta riproponendo ora con il ddl sulle variazioni di bilancio, costruito con una clausola di salvaguardia che si basa non su una norma, ma su una proposta di norma, l’articolo 7 del decreto legislativo 27 dicembre 2019, numero 158, attualmente all’esame del consiglio dei ministri. Mi pare un modo di legiferare veramente folle”.

"Se dovesse crollare il pilastro dell’ok di Roma - continua Sunseri - con le somme dell’articolo 111 del dl 34 potremo coprire solo le spese obbligatorie che non possiamo coprire per mancate entrate dovute al Covid, non finanziare nuova spesa". Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd, rincara la dose: "Il governo sta pericolosamente imboccando un tunnel senza via di uscita mortificando le regole della contabilità pubblica e mettendo a rischio la manovra finanziaria ed il futuro economico della Regione. Sono troppi i nodi da sciogliere, a partire ovviamente dai fondi da utilizzare - conclude Lupo -  fino al discutibile iter che il governo sta seguendo proponendo l’esame delle variazioni bilancio quando mancano pochi giorni alla scadenza del termine ultimo per il varo dell’esercizio provvisorio e  togliendo al parlamento, visti i tempi ristretti,  qualunque possibilità di analisi del testo presentato".

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