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Scandalo all’Ars: indagato anche Faraone, il fedelissimo di Renzi

Ma il responsabile delle politiche di Welfare del Pd si difende: "Posso dimostrare che si tratta di soldi spesi per attività politica". Ma il M5S attacca: "Faccia due passi indietro e lasci le cariche di deputato e responsabile del welfare"

Una tegola inaspettata su Matteo Renzi: anche uno dei suoi fedelissimi, Davide Faraone, il numero uno dei rottamatori al Sud, oggi responsabile delle politiche di Welfare del Pd, è indagato con altri 83 consiglieri regionali per lo "scandalo rimborsi" all'Ars.

“Sono indagato per un importo di 3.300 euro e posso dimostrare che si tratta di soldi spesi per attività politica”, ha spiegato l’esponente democratico arrivando nella sede del partito, specificando che non si parlerà di questa vicenda nella segreteria di oggi. “In ogni caso – ha aggiunto – se mi accorgessi che la mia vicenda è di ostacolo o danneggi il Pd non esiterei a fare un passo indietro. Ho piena fiducia nella guardia di finanza e nella magistratura, se qualcuno ha usato i fondi pubblici e le risorse per fini personali, questo sarebbe molto grave. Chi ha sbagliato deve essere perseguito”.

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All’attacco di Faraone il Movimento 5 Stelle. “Compatibile con le istituzioni come il presepe e Ferragosto – commenta a muso duro Riccardo Nuti, presidente del gruppo alla Camera – adesso faccia un bagno di umiltà e faccia non uno, ma due passi indietro e lasci le cariche di deputato e responsabile del welfare della segretaria di Renzi. Se il nuovo del Pd di Renzi, è questo, molto, molto meglio l'usato sicuro”.

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“E' l'ennesima densa nube – continua Nuti  - sull'orizzonte di Faraone, che sta diventato troppo affollato, per consentirgli  di continuare a rappresentare degnamente i cittadini che lo hanno votato. Dopo la notizia della visita in casa del boss Agostino Pizzuto  e il video di “Striscia”  che denunciava manovre poco chiare per riscuotere consenso elettorale, ecco l'ennesima tegola che non può passare inosservata per il rispetto della gente e delle istituzioni”.

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