Spesa pubblica

Ars, votato il bilancio interno: ai parlamentari siciliani 890 euro lordi al mese in più

L'aumento della spesa, che passa 10,45 a 11,2 milioni di euro, era stata prevista con l'approvazione della legge regionale 1/2014. "Un adeguamento secondo la variazione dell'indice Istat del costo della vita". Mini maratona per l'approvazione della Finanziaria: emendamento del M5S sul Superbonus 110%

Cresce l’inflazione e cresce anche la spesa dell’Ars per le indennità dei parlamentari che passa dai 10,45 milioni dello scorso anno a 11,2 milioni per il 2023. E’ il risultato dell’approvazione del bilancio interno dell’Ars votato in aula che prevedeva, come precisato in una nota integrativa, un adeguamento secondo la variazione dell’indice Istat del costo della vita. Una maggiore spesa, per circa 750 mila euro, che comporterà un incremento di 10.700 euro per ciascuno dei 70 parlamentari, ovvero circa 890 euro lordi al mese ciascuno.

L’aumento era stato preventivato anni prima, più precisamente con l’approvazione della legge regionale numero 1 del 4 gennaio 2014. "Occorre precisare - si legge nella nota integrativa allo schema di bilancio 2023-2025 - che le voci fondamentali, costituite dall’indennità parlamentare e dalla diaria, sono state modificate per tenere conto del limite complessivo di 11.100,00 mensili previsto dalla legge. La stessa prevede che la misura del trattamento sia soggetta ad adeguamento secondo la variazione dell’indice Istat del costo della vita".

Il bilancio interno del Parlamento siciliano ammonta a 133,5 milioni, cifra che fa registrare una riduzione per cassa e competenza di mezzo milione di euro rispetto all’anno precedente. "In tal modo - si legge nella relazione al bilancio del collegio dei Questori - l’Assemblea, nel rispetto delle sue prerogative costituzionali, dà attuazione all’Accordo Stato-Regione del 14 gennaio 2021, che tra le misure di contenimento della spesa previste, include anche la progressiva riduzione dei trasferimenti all’Ars. Il ridimensionamento della dotazione si inserisce nel percorso virtuoso di riduzione delle spese dell’istituzione parlamentare regionale iniziato con l’esercizio finanziario 2013".

Emendamento del M5S sul Superbonus 110%

Prosegue intanto la mini maratona per l’approvazione della legge finanziaria. Tra gli emendamenti proposti, in questo caso dal gruppo del M5S, ce n’è uno sul cosiddetto Superbonus 110% che punta a “sbloccare i crediti edilizi in pancia alle banche, garantire una grossa boccata d’ossigeno alle imprese del settore e ai privati e assicurare al contempo un grosso ritorno economico alla Regione”.

“La norma prevede - si legge in una nota - che la Regione acquisti dalle banche i crediti d'imposta derivanti dai bonus edilizi da utilizzare in compensazione dei propri oneri fiscali con lo Stato“. “Si tratta - dicono i deputati - di un’operazione già sperimentata con successo dalla Provincia di Treviso e che praticamente non presenta nessuna controindicazione, considerato che riguarda crediti verificati e certificati dalle banche. Non solo, la Regione ci guadagna pure, in quanto acquisterebbe a un prezzo nominale più alto del valore di cessione realizzando notevoli risparmi di spesa”.

Il meccanismo innescato dalla norma portata avanti da Cinquestelle prevede, dopo l’ok indispensabile di sala d’Ercole all’emendamento e alla legge finanziaria, l’emanazione di un decreto da parte dell’assessore all’Economia per la selezione degli istituti di credito. “L’operazione - concludono i deputati - non solo sbloccherebbe i crediti attualmente incagliati, ridando fiato a un settore che rischia il collasso, ma consentirebbe alle banche di liberare spazio per ulteriori acquisizioni  di crediti, innescando un circuito virtuoso di cui il settore edile e tutto l’indotto non potrebbero che beneficiare”. “Prendiamo atto con soddisfazione - conclude il capogruppo Antonio De Luca - dell'apertura sul tema da parte della maggioranza, che ha compreso il momento veramente grave che sta attraversando il settore edile”.

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