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Il Covid e la paura di un nuovo lockdown, Miccichè: "Sarebbe morte Sicilia"

Il presidente dell'Ars invita i siciliani a "fare uno sforzo. Sarebbe criminale non applicare quelle attenzioni minime che ci vengono richieste per evitare una seconda ondata del virus". E sul futuro dice: "Io candidato governatore? Impossibile"

"Tremo all'idea di una nuova chiusura: le imprese siciliane faranno grandissima fatica a riprendersi". Lo ha detto il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, nel corso della cerimonia del Ventaglio in corso a Palazzo dei Normanni, a proposito dell'ipotesi di un nuovo lockdown in Sicilia. "Quando sento parlare di una nuova chiusura mi vengono i brividi - ha spiegato Miccichè -. Se così dovesse essere, il mio pessimismo sarebbe totale, con il rischio di non farcela".

Da parte del presidente dell'Ars un invito quindi "a tutti i siciliani: facciamo uno sforzo, non possiamo permetterci una nuova chiusura. Non può e non deve succedere. Sarebbe criminale - ha aggiunto - non applicare quelle attenzioni minime che ci vengono richieste per evitare una seconda ondata del virus". Secondo Miccichè "per noi una nuova chiusura rappresenterebbe la morte della Sicilia".

Miccichè non si rivolge solo ai cittadini comuni, ma anche alla politica."Prego il governatore Musumeci - ha detto - di fare analisi precise ed evitare scelte che vengono più dall'emozione che da una precisa analisi della situazione. Qui non c'è da avere un risultato politico - ha aggiunto -, tutte le imprese stanno morendo". Da qui l'appello alla Regione. "Non può essere una lotta ad accusare l'altro".

Virus ma non solo nelle parole del numero uno di Sala d'Ercole. Guardando al futuro, ha voluto liberare il campo dall'ipotesi di una corsa verso Palazzo d'Orleans. "Qualcuno  - ha sottolineato - diffonde notizie che io intenda candidarmi alla presidenza della Regione Siciliana. Stiano sereni tutti, ma non 'alla Renzi': stiano sereni sul serio. Non ce la farei fisicamente a fare il presidente della Regione. Non esiste la sola possibilità, neanche vaga, che io possa essere proposto come candidato alla presidenza della Regione Siciliana".

Da Miccichè anche un appello all'unità proprio al governatore "Chi passa la giornata dicendo che il problema di Musumeci è Miccichè è un cretino - ha detto come sempre senza giri di parole -. Chi passa la giornata a mettergli in testa fantasmi è un cretino, perché è uno che sta sfasciando tutto e se si sfascia non si ricostruisce velocemente. In questo modo per la prossima legislatura non si ricostruisce. Bisogna evitare di sfasciare, occorre al contrario rafforzare la coalizione - ha aggiunto -. Questo è l'appello che lancio a Musumeci". 

Musumeci che Miccichè non ha esitato a definire "sospettoso. Lo è totalmente". "Ogni consiglio che io vorrei dargli viene inteso come trappola - ha aggiunto -. Io non faccio trappole a nessuno, non ho nessuna intenzione di prendere il posto di nessun altro. Credo di avere l'intelligenza, l'intuito e l'astuzia per dare dei consigli e già il fatto che non vengano accettati vuol dire che c'è qualcosa che non va".

Articolo aggiornato il 10 agosto 2020 alle ore 12.45 e alle ore 13,52

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