L'Ars respinge la censura per l'assessore Scavone, M5S rilancia: "Mozione di sfiducia a Musumeci"

Era stata presentata dai pentastellati per i ritardi con cui sono state esaminate le pratiche per la Cassa integrazione in deroga da parte degli uffici del dipartimento Lavoro. La coalizione di governo ha tenuto e ha difeso l'esponente dell'esecutivo

L'assessore Scavone

Non passa all'Assemblea regionale siciliana la mozione di censura nei confronti dell'assessore al Lavoro Antonio Scavone, che era stata presentata dal Movimento cinque stelle. All'orgine delle proposta, i ritardi con cui sono state esaminate le pratiche per la Cassa integrazione in deroga da parte degli uffici del dipartimento Lavoro.

Al termine del dibattito di Sala d'Ercole la mozione ha ricevuto soltanto 25 voti favorevoli, mentre i contrari sono stati 34. Il risultato della votazione è stato ufficializzato in Aula dal presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè. 

Ad annunciare il voto favorevole alla mozione, oltre al Pd e al Movimento cinque stelle, anche il presidente dell'Antimafia regionale Claudio Fava. La coalizione di governo, invece, ha difeso l'esponente dell'esecutivo.

Per i pentastellati "Il 'no' dell'Aula alla sfiducia a Scavone è un altro pugno in faccia ai siciliani. Si è persa un'occasione per dare un segnale e chiedere così scusa ai tanti lavoratori che hanno sofferto e stanno ancora soffrendo per gli inaccettabili ritardi delle procedure sulla cassa integrazione, dovuti ad un governo che ha brancolato nel buio e continua a farlo in quasi tutti i settori che amministra. La verità è che a casa non dovrebbe andare solo Scavone, ma anche e, soprattutto,  Musumeci. Ci aspettavamo convincenti  risposte e umili scuse, non sono arrivate né le une, né le altre - hanno sottolineato - Abbiamo assistito a un vergognoso scaricabarile nel vano tentativo di confondere le acque e scaricare le responsabilità sull'Inps. Ci sono ancora 10 mila pratiche da evadere che, tradotto in soldoni, significa decine di migliaia di persone in attesa. E assurdo che gran parte di questo caos  sia dipeso da una piattaforma informatica inadeguata. Questa mozione - concludono - ha avuto quantomeno il merito di far confrontare governo e parlamento su un'importante questione e quello di far tornare in aula Musumeci che, a questo punto, faremo tornare a Sala d'Ercole per una nuova mozione: quella di sfiducia nei suoi confronti".

"Gioco delle parti sulla cassa integrazione in deroga in Sicilia. L'opposizione oggi, con il pretesto della censura all'assessore Scavone, ha voluto fare l'ennesima azione di forza e al contempo una sceneggiata pur sapendo della bocciatura della mozione". Ha commentato il deputato dell'Udc all'Ars Vincenzo Figuccia. "Pd e Cinquestelle - ha aggiunto - dovrebbero girare un po' lo sguardo verso il loro governo nazionale che tanto ha promesso alle famiglie ed alle imprese per l'emergenza Covid-19 e finora non ha dato che un fico secco, con un Inps spalleggiata che andrebbe commissariata".

"Abbiamo scelto di votare la mozione di censura nei confronti dell'assessore al Lavoro Antonio Scavone  -ha detto il capogruppo Pd Giuseppe Lupo - certi di interpretare il sentimento dei tantissimi lavoratori e cittadini siciliani che si sono sentiti abbandonati dal governo regionale. Siamo arrivati con spirito laico, pronti a sentire le ragioni che avevano causato i ritardi nell'erogazione della cassa integrazione, con la speranza di assistere ad un'assunzione di responsabilità e di sentire parole di speranza per i lavoratori ancora in attesa - ha aggiunto - ed invece c'è stato il solito scaricabarile che tentava di attribuire le responsabilità al governo nazionale, alle procedure, al sistema informatico, alle linee guida. Il presidente Musumeci aveva assicurato il 7 maggio che entro pochi giorni sarebbero state evase tutte le pratiche siamo a fine maggio ed ancora 10mila pratiche restano da esaminare. La causa di tutto questo è una sola: l'inadeguatezza politica di un governo che non ha saputo organizzarsi proprio su un versante fondamentale come quello del sostegno ai lavoratori".

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