Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Bocciato lo sbarramento antimafia All’Ars richiesto il voto segreto

La legge avrebbe vietato di attribuire incarichi a chi sia stato rinviato a giudizio o condannato per reati di mafia, di concussione, corruzione o altri delitti. Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre: "Inaccettabile"

Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars

L’Ars dice “no” allo sbarramento antimafia. Con il voto segreto, il parlamento regionale ha respinto con 39 no su 72 votanti una norma che vietava di attribuire a chi sia stato rinviato a giudizio o condannato per reati di mafia, di concussione, corruzione o altri delitti, incarichi in tutti gli enti e le società pubbliche o sottoposte a controllo della Regione.

A richiedere il voto segreto i deputati del Pid Rudy Maira e Toto Cordaro e Salvatore Cascio, dell'Mpa Riccardo Minardo, dell'Mps Giovanni Greco, del Pdl Campagna, Caputo, Leontini e Mancuso. Il Pd avrebbe voluto il voto palese sull'emendamento che era stato presentato dal presidente della commissione Antimafia Calogero Speziale.


"È inaccettabile che in un momento nel quale si pone l'accento sulle stragi mafiose e sul rapporto mafia-politica l'Ars bocci, con una convergenza di voti trasversale, lo sbarramento antimafia. Si impone con ancora più forza la necessità di un'urgente rigenerazione autonomista". Così Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, commenta la non approvazione da parte dell'Ars della norma che avrebbe vietato la nomina nella pubblica amministrazione di soggetti rinviati a giudizio o condannati per mafia, corruzione o associazione a delinquere.

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