Terremoto al Comune, opposizioni all'attacco di Orlando: "Si dimetta"

i gruppi Oso, Coraggiosi e +Europa parlano di "colpa politica del sindaco". Chiesta la "sospensione del Prg" e il "ritiro gli atti firmati dai dirigenti coinvolti, compresi quelli che riguardano il tram". I sindacati: "Un colpo all'immagine della città". Tutte le reazioni

L'inchiesta "Giano Bifronte" ha provocato un vero e proprio terremoto al Comune. Con conseguenti reazioni di partiti, sindacati e associazioni. 

Il primo, laconico, commento è di Italia Viva, che "esprime piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine". La notizia degli arresti di questa mattina, che hanno riguardato i consiglieri Giovanni Lo Cascio e Sandro Terrani, "ci ha lasciati sgomenti". E' quanto affermano i coordinatori provinciali dei renziani Dario Chinnici e Maria Rita Picone, augurando "che si faccia al più presto chiarezza su quanto accaduto nell'interesse primario della città". 

Sinistra Comune invece pone l'accento sulla maggioranza e "al di là delle eventuali responsabilità penali che saranno accertate dalla magistratura", è convinta che agli orlandiani spetta "l’onere di una profonda riflessione sul futuro di questa esperienza amministrativa".  

"Rivendichiamo politicamente - si legge in una nota - il ruolo della nostra forza politica che, in modo esplicito e in tutte le sedi istituzionali, ha lavorato per impedire l'operazione speculativa. Riteniamo, infine, che sia necessario rilanciare la centralità di adeguate misure di vigilanza e anticorruzione nell'attività politica e amministrativa".

Anche per il M5S, gli arresti impongono al sindaco "una seria riflessione su sua maggioranza". Inoltre il capogruppo in Consiglio Antonino Randazzo, valuta come un "segnale di prudenza che andava necessariamente dato il passo indietro di Arcuri e del sindaco Orlando, che lo aveva designato nuovamente assessore".

"Il M5S - prosegue Randazzo - in passato ha più volte chiesto ufficialmente all’amministrazione Orlando di allontanare dalle cariche istituzionali chi per noi non ha i requisiti per ricoprire tali delicati ruoli. Così come per esempio alcuni degli arrestati di oggi, riposizionati dal Comune pur in presenza di condanne e provvedimenti disciplinari. Alla luce dei clamorosi risvolti giudiziari di oggi, il Movimento 5 Stelle chiede con la massima urgenza la convocazione di una seduta di Consiglio comunale straordinaria, affinché il sindaco Leoluca Orlando si presenti a Sala delle Lapidi per riferire su questa gravissima vicenda di corruzione che vede coinvolti, fra l’altro, due capigruppo di partiti di maggioranza, Pd e di Italia Viva, che tengono in piedi questa esperienza di governo".

"Alla luce della gravità che sembra emergere, con particolare riferimento ad un sistema clientelare e corruttivo, - incalzano i gruppi Oso, Coraggiosi e +Europa - è assolutamente doverosa da parte nostra la richiesta, che avanzeremo ufficialmente nelle prossime ore, di sottoporre a revisione, verifica e ritiro gli atti che riportano la firma dei dirigenti coinvolti, compresi quelli che riguardano le nuove linee del tram, il cui progetto andato a bando è stato redatto proprio dall’architetto Li Castri  che ha anche presieduto la commissione di gara che ha individuato il soggetto vincitore dell’incarico pluri milionario. Pretendiamo dall'amministrazione comunale un'assoluta trasparenza.
Palermo ha nella sua storia subito troppo, tra corruzione e infiltrazioni mafiose, che hanno massacrato il proprio territorio, dai tempi di Cincimimo. Anche per questo chiediamo, altresì, l’immediata sospensione dell’iter approvato del nuovo Prg, su cui aleggiano, sin dall'inizio, dubbi, misteri, equivoci e ingiustificabili ritardi, alla luce del pesante quadro inquisitorio che emerge con riferimento alla gestione amministrativa di urbanistica e dei lavori pubblici di questa città, non più accettabili. Il quadro che emergerebbe dalle indagini è sintomo di un’inaccettabile degrado, che ci obbliga a denunciare la 'colpa' politica del sindaco e a richiederne le dimissioni. Ad Orlando, infatti, afferiscono tutte le responsabilità della macchina burocratica che gestisce di fatto da 35 anni, regalando oggi alla nostra città un brutto colpo alla sua dignità già martoriata".

"Si scoprono gli altarini - dichiara il responsabile provinciale di Forza Nuova, Massimo Ursino - della reale natura corrotta di un governo assoluto che gioca da sempre a coprire il proprio costume democristiano con un'ideologia iperprogressista e arcobaleno, utile solo ad incantare l’ingenuo, ma non troppo, ambiente borghese e illuminato che controlla Palermo. E' giunto il momento che tutto questo finisca, Forza Nuova è a disposizione per contribuire a liberare la città dalla dominazione di Orlando e della sua cricca di potere".

Dalla Cisl arriva "un plauso al lavoro delle forze dell’ordine" e sottolinea quanto "la corruzione sia ancora una piaga. La nostra Palermo subisce così, un ennesimo grave colpo all’immagine. E' solo con una amministrazione che agisce nella legalità, che si può davvero avviare lo sviluppo". Cosi Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, secondo cui "la magistratura chiarirà ogni dettaglio sull’operato di questo presunto comitato d’affari. Giusto che si faccia chiarezza e chi ha sbagliato paghi, ma queste inchieste fanno emergere la necessità che si avvii un ragionamento complessivo sulfunzionamento della Pubblica amministrazione, ponendo un accento ancora più marcato sul controllo delle procedure burocratiche, che regolano le principali attività delle amministrazioni e che devono essere tutte svolte nel segno della legalità e della trasparenza".

“Inchieste come questa   ci indicano  come la penetrazione di forme di corruzione e della criminalità organizzata nel campo delle opere pubbliche sia ancora forte. La corruzione e la mafia rimangono le emergenze della nostra Isola e gli arresti dimostrano che i  sistemi di controllo e di trasparenza all’interno delle  procedure e delle pubbliche amministrazioni e della burocrazia comunale non funzionano come dovrebbero”. Lo afferma il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo. “Serve un’analisi approfondita per capire  cosa non ha funzionato in materia di prevenzione della corruzione e fare luce sugli  interessi che ruotano attorno ai settori più  a rischio infiltrazioni, come l’edilizia  privata a Palermo - aggiunge Campo - Chiediamo che l’inchiesta venga svolta in maniera approfondita per accertare i fatti, fare  luce sulla ‘zona grigia’ e sugli interessi illeciti del comitato d’affari, individuare tutte le responsabilità e ristabilire quei principi di legalità e del diritto che devono  impedire  ai fenomeni di malaffare e corruzione di allargarsi all’interno della  pubblica amministrazione”.  

"Anche la politica - conclude La Piana - deve interrogarsi sulle proprie responsabilità perché ha un ruolo fondamentale”. La Piana conclude, “come sindacato ribadiamo da sempre che la battaglia alla illegalità e corruzione, è fondamentale per avviare il rilancio di questa città, per garantire ai nostri giovani un futuro nella propria terra”.

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Per il Centro Studi Pio La Torre, è necessario dare "finalmente attuazione al protocollo anticorruzione siglato nel 2015 dal centro Pio La Torre e Anci Sicilia coinvolgendo movimenti antimafia, sindacati, forze produttive e società civile". Lo dice Vito Lo Monaco, presidente del centro studi Pio La Torre, commentando l'operazione “Giano Bifronte” di oggi che ha rivelato l'esistenza di un comitato d'affari tra imprenditori privati, funzionari pubblici e consiglieri comunali a Palermo. “Si estendano le pratiche di vigilanza democratica come recentemente fatto nei comuni della Valle dello Jato e nel comprensorio di Bagheria - continua Lo Monaco - onde garantire trasparenza e partecipazione popolare alla vita politica e amministrativa. Ai partiti, infine, il compito di adottare misure serie di prevenzione e trasparenza sui loro iscritti e dirigenti, perché non basta la loro sospensione dopo l'arresto”.

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