Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Elezioni, Armao: "Più spazio per Forza Italia, carte in regola per indicare sindaco o governatore"

Il vice presidente della Regione e assessore all'Economia rivendica un ruolo di peso per il suo partito dopo i risultati delle ultime Amministrative. "Con Miccichè c'è assoluta sintonia - dice, condividendo il tentativo del coordinatore regionale del partito di allargare la coalizione verso il centro -. Scegliere esponenti degli estremi non sarebbe utile"

Con un occhio alla Sicilia, dove si fanno i conti con i risultati delle ultime Amministrative, e uno a Bruxelles, dove si discute del futuro dell’Europa, il vice presidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao punta tutto sul suo partito, Forza Italia. Dove sembra sia tornata la pace con il coordinatore regionale e presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. "Siamo in piena e assoluta sintonia. Forza Italia ha tutte le carte in regole per esprimere o il candidato sindaco di Palermo o il candidato della Regione", dice. Un messaggio chiaro, dunque, alla coalizione di centrodestra che attualmente sostiene il governo Musumeci: il partito di Silvio Berlusconi non ha intenzione di fare un passo indietro e rivendica un ruolo da protagonista in almeno una delle due importanti competizioni elettorali del prossimo anno.

In corsa, però, ci sono già il presidente Musumeci per la Regione e il suo collega di giunta Roberto Lagalla per Palermo. Come fare, quindi?

Lagalla può andar bene e la ricandidatura di un presidente uscente è la regola. Ma sono convinto che serva un confronto di coalizione, alcuni partiti lo richiedono. Non candidare Musumeci sarebbe una dichiarazione di fallimento, come è accaduto con Crocetta e il Pd – un fallimento di cui ancora paghiamo il conto – e non penso che sia il nostro caso. Con il presidente abbiamo lavorato in tandem in modo eccellente, ma credo che dopo i ballottaggi bisognerà sedersi attorno a un tavolo e decidere le candidature. Serve un accordo.

Anche Lega e Fratelli d’Italia hanno delle pretese sui candidati, tanto che alcune recenti tensioni hanno fatto traballare il governo Musumeci all’Ars.

Ho ottimi rapporti con entrambi, ma archiviate le suggestioni dei grandi assembramenti, il sistema bipolare ci impone di ragionare in termini di centrodestra e centrosinistra. Soprattutto adesso che non c’è più un terzo ‘polo’, poiché il Movimento 5 stelle ormai fa fronte comune col Pd. Serve un candidato che faccia concorrenza al centro, non un candidato che sia espressione di un estremo. È una regola basilare della scienza politica.

Condivide, quindi, gli sforzi di Micciché di coinvolgere nella coalizione di centrodestra anche il partito di Matteo Renzi, Italia viva?

Tutte le spinte che portano ad ampliare la coalizione di centrodestra verso quelle forze che si ispirano alla cultura liberale sono ben accette. Il modello deve essere il Ppe di Strasburgo. Anzi, devo dire che mi dispiace lo spopolamento del gruppo di Italia Viva all’Ars, per via di certi esponenti che hanno preferito andare con la Lega. Ma sono personaggi che hanno alle spalle numerosi passaggi di partito.

In queste ultime Amministrative ha fatto molto bene anche la Democrazia cristiana di Totò Cuffaro. Che ne pensa?

Non posso che vedere positivamente il ritorno dei valori del centro. È un segnale positivo. La Sicilia è la terra dove è nata la proposta della Dc ed è innegabile che ci sia un grande trasporto per questo movimento.

Il Pd e il Movimento 5 Stelle, intanto, parlano di "avviso di sfratto" al governo Musumeci.

Il Pd e il M5S trovano sempre un unico comune in cui fanno bene per cantare vittoria. Ma ci sono molte componenti del Partito democratico che mal sopportano questa alleanza. Le passeggiate di Barbagallo in auto con Cancelleri potrebbero non sortire l'effetto sperato alla lunga.

Torniamo per un momento al suo ruolo di assessore regionale all'Economia. Come stanno in questo momento le casse della Regione? Si vede rosso?

Proprio in questi giorni ho avuto dei colloqui con Roma sull’accordo di finanza pubblica 2022-2025. Un dialogo serrato che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. Ci sono elementi assolutamente positivi che permettono di guardare con serenità al futuro.

E per quanto attiene alla spesa del Pnrr? Non teme che la Sicilia non sia in grado di cogliere questa sfida?

Lì il problema non è della Sicilia, la programmazione centrale è stata fatta, a parer mio, in modo errato. Non si può ragionare solo in termini di bandi, serve un maggiore coinvolgimento a monte di regioni ed enti locali.

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