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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Primo sì all'Ars per la riforma dell'acqua, il governo Musumeci: "Resterà pubblica"

Il disegno di legge è stato approvato in commissione Ambiente. Il testo nelle scorse settimane è stato criticato dalle opposizioni preoccupate per una nuova possibile privatizzazione. L'assessore Baglieri: "Basta strumentalizzazioni"

Approvata dalla commissione Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana, tra le polemiche, la proposta di riforma idrica. "Un altro passo avanti - commenta l’assessore regionale all'Energia e ai Servizi di pubblica utilità Daniela Baglieri - per il disegno di legge sull'acqua". Il testo nelle scorse settimane è stato bocciato dalle opposizioni e dal Forum per l'acqua pubblica che hanno espresso preoccupazione e, riferendosi al rapporto tra la Regione e la multinazionale francese Veolia, proprietaria del 75% di Siciliacque, hanno parlato di "concreto rischio che possa venir meno il rapporto controllore-controllato che è cardine del buon andamento di una pubblica amministrazione".

L'assessore però parla di strumentalizzazioni e assicura che l'acqua resterà un bene pubblico. "Il disegno di legge - afferma Baglieri - interviene esclusivamente sulla governance del servizio idrico integrato, razionalizzando il sistema mediante un soggetto pubblico che sovrintenda, nell'interesse collettivo, alla gestione locale evitando sprechi e costi inutili. In alcun modo si interviene sull'affidamento della gestione e sull'erogazione della risorsa idrica che è, e rimane, un bene pubblico a cui tutta la collettività - secondo le diverse disponibilità - ha il diritto fondamentale di accedere. Pertanto, sostenere la privatizzazione del bene pubblico è una mera strumentalizzazione politica. Al contrario - conclude l’assessore - questo governo ribadisce la valenza sociale del bene idrico e la necessità che sulla sua gestione si vigili e si faccia rispettare il diritto fondamentale all'acqua per tutti i cittadini".

Alla base della necessità di approvare il testo secondo il governo Musumeci ci sarebbero altre ragioni, in primis l'urgenza di superare l'impasse in cui versano le Assemblee territoriali idriche (Ati), che impedisce l’accesso alle risorse finanziarie europee, incluso il Pnrr. "Il governo Musumeci già dal 2018 ha disposto il commissariamento delle Ati per la predisposizione dei Piani di ambito, stanziando le necessarie risorse finanziarie. Ma ciò non basta. Occorre adottare - conclude l'assessore - un approccio strategico di medio e lungo termine sulle politiche di gestione della risorsa idrica pubblica. La norma approvata va in questa direzione e prevede una regia unica dì carattere pubblico che consente di operare secondo logiche di efficienza ed economicità". 

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