Appello per un tavolo di consultazione giovanile per le elezioni comunali di Palermo 2017

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ai candidati a Sindaco, a Consigliere Comunale, a Consigliere di Cirscoscrizione, ai giovani, ai partiti, ai sindacati, alle associazioni, alla società civile

Tra pochi mesi saremo chiamati a votare per le elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale, e già i partiti scaldano i motori, già si fa sentire la voglia di rivalsa di candidati e liste, già si parla di candidati e programmi. E se questa campagna elettorale non ha nulla di diverso dalle precedenti, e simboli e gagliardetti elettorali saranno pure belli, ma ancora una volta, dove siamo noi nell'agenda politica, salvo rare eccezioni che sono apprezzabili ma non risolutive? Al di là di qualche proclama sulla capitale europea dei giovani 2017, peraltro non accompagnata da nulla di certo, non c'è, nei programmi elettorali dei vari candidati a sindaco, più di qualche accenno alle problematiche giovanili, e alle politiche da attuare, nessun discorso di metodo, nessun idea, meno che mai nessun canale di partecipazione attiva, come se essere giovani significhi essere stupidi, o non essere in grado di parlare dei nostri problemi, delle nostre aspirazioni, delle nostre idee per rendere questa città più vivibile e più bella.

Da molto tempo ormai, a mio parere, noi giovani a Palermo non siamo visti come una classe sociale, come un gruppo, eterogeneo ma accomunato dagli stessi bisogni, non siamo visti come attori attivi, se non abbiamo una tessera di partito in tasca, e dire che sarebbe bello contare al di là dell'essere iscritti a un partito. Siamo o non siamo cittadini? Lo siamo, ma molto spesso non ci viene riconosciuto. E se a molti di noi non viene naturale proporre novità, e farci sentire da chi questa città la governa, forse è perché non siamo spronati a farlo, non si è avuto e non si ha coraggio nello strutturare le proposte nostre, su temi a noi cari. Di fatto noi, per chi a Palermo fa politica, salvo rare eccezioni, possiamo essere tranquillamente dimenticati o ignorati. Studiando all'Università, ho notato come ci sia fame di partecipazione, espressa forse in modo anarchico e disorganizzato, rabbia cieca, che è spia di sofferenza e di voglia di mettersi in gioco. Per quanto ancora sarà possibile per voi ignorare tutto questo? Spero non per molto.

Certo io non sono nessuno per fare appelli ai miei coetanei, non sono famoso, meno mai faccio politica, sono una persona qualunque, uno studente qualunque, un giovane qualunque delle nostra città bella ma disgraziata. Eppure ragazzi, ragazze di Palermo, c'è una campagna elettorale in corso. Usciamo dalle nostre case, vediamoci dovunque si possa parlare, per strada, alla Vucciria, a Ballarò, al Pyc, all'Università, dovunque ci sa qualcuno che ha voglia e desiderio di parlare. Vediamoci, ed elaboriamo un documento, con quello che non và per i ragazzi e le ragazze a Palermo, e su come, secondo noi, può essere migliorato. E serviremo loro, con la nostra freschezza ed ingenuità, soluzioni forse poco ortodosse, ma nuove, e se non c'è la preparazione, c'è però la genuinità e il buonsenso. Se non ora quando, se non noi chi, adesso alziamoci, usciamo, vediamoci, parliamo e proponiamo.

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