Alfano scalda Palermo: "Abbiamo il dovere morale di salvarci dalla mafia"

Il ministro dell'Interno ha parlato a ruota libera in una convention del Nuovo centrodestra organizzata al Teatro Golden: "Qui a Palermo è nata una nuova forza politica che in soli quattro mesi è diventata la quarta in Italia"

Angelino Alfano

I gay, l'eutanasia, Berlusconi, gli immigrati, la mafia. Ha parlato a ruota libera il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenuto ieri al Teatro Golden per una convention del Nuovo centrodestra. Ad ascoltarlo attentamente in prima fila c'erano anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani, intervenuto poco dopo, e il sottosegretario Simona Vicari, diversi deputati e senatori del Ncd.

"Sono felice e commosso - ha esordito Alfano - di essere qui a Palermo a raccogliere la vostra fiducia per il progetto dell'Ncd per cambiare il Paese. Qui a Palermo è nata una nuova forza politica, in soli quattro mesi siamo la quarta forza politica italiana. Ho visto che è tornato il tema della sicurezza all'attenzione dei media. Noi staremo sempre dalla parte delle donne e degli uomini in divisa, non arretreremo di un millimetro e ci batteremo perché il livello delle nostra forze dell'ordine sia un punto di eccellenza del nostro Paese".

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Poi ancora, sul capitolo mafia: "Abbiamo il dovere morale di salvare la Sicilia, non ci sarà un salvatore che la libererà dalla mafia se non lo faranno i siciliani. Dobbiamo prendere il mano del destino della Sicilia, non ci sarà qualcuno che la libererà dalla mafia se non lo facciamo noi siciliani. Qualcuno dice che io esagero con i provvedimenti contro la mafia, ma io non penso di esagerare, perché sono convintissimo, dal profondo del cuore, che vi è una profonda incompatibilità: o ci sono i mafiosi o ci sono le persone perbene. Credo di fare il giusto quando parlo di carcere duro".

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