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Fabrizio Ferrandelli

Fabrizio Ferrandelli

Intervista a Ferrandelli: "Io nuovo sindaco, costruisco la Palermo dei prossimi 20 anni"

Un profilo a metà strada tra quello del M5S e dell'Orlando prima maniera. Il leader de "I Coraggiosi" tenta la rivincita dopo il ko del 2012 e si confessa a PalermoToday: "Con me in sella vedrete facce nuove"

Quando è ufficialmente sceso in campo per le Amministrative del 2017, ha subito precisato che la sua è una "candidatura politica e non civica". Fabrizio Ferrandelli si è mosso in anticipo per smarcarsi dai partiti (a cominciare dal suo, il Pd): primo a lanciare la volata verso le elezioni, il leader de "I Coraggiosi" tenta la rivincita dopo la sconfitta alle urne del 2012. Corteggiato dal centrodestra (Forza Italia e cuffariani), inviso al centrosinistra (leggasi pezzi importanti del Pd palermitano). "Non m'importa da dove viene chi sta con me, m'importa dove va. Cerco facce nuove per riqualificare il Consiglio comunale e per costruire la Palermo dei prossimi 20 anni".

Ecco il Ferrandelli pensiero: politico giovane anagraficamente, ma con una buona dose di esperienze alle spalle. Il suo è un profilo a metà strada tra quello del M5S e dell'Orlando prima maniera. Del suo ex mentore, primo cittadino in carica, dice "di avere grande rispetto per la sua storia, ma che ha fatto il suo tempo. Quando ha fatto il sindaco per la prima volta avevo sei anni. Adesso bisogna voltare pagina".

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Qualcosa di buono però l'amministrazione Orlando lo avrà pur fatto? Cosa secondo lei e in cosa invece ha fallito?
"Un bilancio completo si potrà fare a fine mandato. Mi devo però concentrare per ricordarmi qualche buon provvedimento... ('Mi faccia questa domanda a fine intervista', dice off-record).

Ztl: pro o contro?
"Non sono contro, il tema è come possa essere un valore per la città. In questo modo non lo è: manca un piano parcheggi e il trasporto pubblico urbano non è adeguato. Senza dubbio andavano ascoltati di più commercianti e residenti. Siamo di fronte ad una tassa di scopo, più che ad un provvedimento per ridurre l'inquinamento".

Sarà il candidato sindaco di centrosinistra o di centrodestra?
"Mettiamola così: sono convinto che farò il sindaco. Di sicuro sarò il sindaco di tutti i palermitani".

Il suo rapporto con il Pd: alla fine si augura che i dem convergano sulla sua candidatura?
"Non è un problema mio, ma del partito. Sto lavorando con tante persone, anche del Pd. Il mio è un progetto aperto a tutti".

Con quali alleanze e simboli si presenterà alle Amministrative?
"Ci porremo questo problema quando i palermitani avranno completato il programma elettorale. Oggi abbiamo lanciato "Palermocrazia", un evento inedito, che darà la possibilità a tutti i cittadini di presentare istanze, proposte e di scegliere quelle che verranno messe nero su bianco nel programma attraverso una votazione. Tutto il resto verrà dopo. La mia storia parla da sola: mi sono dimesso da deputato regionale in contrasto con il Pd e il governo Crocetta. Un governo che ho sostenuto, ma che ha tradito le aspettative. Ho rinunciato a 300mila euro (indennità approssimativa fino al termine della legislatura, ndr) e al diritto al vitalizio. Non sono un politico inquadrabile e rivendico la mia voglia di autonomia. Non sono interessato ad alleanze proposte a livello nazionale né a schemi o alchimie di altro tipo. La disucussione preventiva su simboli e allenze è un approccio da partito vecchio. I 'Coraggiosi' sono altra cosa, a noi interessa la partecipazione della gente. Non farò accordi in una stanza chiusa di un comitato o in una sede di partito, ma faccia a faccia con i palermitani".

Il caso delle presunte firme false alle comunali del 2012 ha impantanato il M5S. Le "comunarie", al momento bloccate, hanno provocato una serie di polemiche interne mettendo in crisi anche il modello di reclutamento della classe dirigente. Cosa ne pensa?
"Conosco molti attivisti del M5S. Quando ero a capo dell'opposizione in Consiglio comunale, molte volte il meetup palermitano si è rivolti a me. Ho avuto modo di confrontarmi con loro, condividendo anche le loro idee. Rispetto ai grillini, però, penso di poter offrire altro ai palermitani. Non basta solo la rottura, qui bisogna costruire una città e non ci si può affidare a chi è senza esperienza o non ha mai avuto a Palermo nemmeno un consigliere di circoscrizione. Stiamo sperimentando una reale partecipazione sul territorio e non limitata la web. Non ci chiuderemo mai dentro una stanza, reale o virtuale che sia. Così abbiamo già selezionato 120 candidati, che saranno inseriti in tre liste. Di sicuro ne faremo una quarta". 

Qual è l'avversario che teme di più?
"L'astenzionismo. Il non voto equivale ad una delega in bianco".

Crede che l'esito del referendum costituzionale possa avere ripercussioni sulle Amministrative di Palermo?
"Per quanto mi riguarda non cambierà nulla. I soggetti pubblici - e come tali mi riferisco alla classe dirigente - rimarranno tali. Come detto non seguo schemi nazionali, vado avanti con i palermitani".

Ritornando alle cose buone fatte dall'amministrazione Orlando, ha avuto il tempo di pensarci...
"I tentativi di partecipazione avviati in una prima fase sono stati lodevoli, ma non si sono concretizzati in nulla. Il dopo non c'è stato. Palermo non ha più bisogno di uomini soli al comando, o peggio ancora di un cerchio magico". 

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