Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Amat profondo rosso, aut aut al Comune: "Dal primo agosto pronti a fermare il tram"

L'azienda di via Roccazzo chiede l'adeguamento del contratto di servizio, dove al momento il tram non figura. Il M5S rende pubblico il documento inviato dalla partecipata all'Amministrazione. Forello: "Ci rivolgeremo alla Corte dei Conti". Il Comune: "Faremo causa alla Regione"

Se non dovesse essere adeguato il contratto di servizio, l'Amat è pronta a consegnare il tram al Comune già dal primo agosto. A sganciare la "bomba" è la società di via Roccazzo in un documento inviato all'amministrazione comunale lo scorso 14 giugno, lo stesso giorno in cui a Sala delle Lapidi veniva dato il via libera al bilancio consolidato. A rendere noto il documento-choc dell'Amat è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che lo ha ottenuto tramite un accesso agli atti. "L'affidamento delle linee tranviarie - si legge - viene individuato quale elemento irrisolto di squilibrio della gestione, in assenza di adeguati corrispettivi".

Come noto infatti il tram non figura ancora nel contratto di servizio dell'ex municipalizzata che si occupa del trasporto pubblico urbano. Ecco perché, prosegue l'Amat, "si prospetta la necessità di dover rimettere in capo all'amministrazione comunale il ramo d'azienda specifico, dotazioni e personale con requisiti obbligatori inclusi, già a far data dal prossimo 1 agosto". A corredo del documento viene illustrato un conto economico in cui viene certificata una perdita in bilancio di 6,4 milioni nel 2017, più 1,7 milioni nel primo trimestre del 2018, anche a causa del tram. Tant'è che nel prospetto senza il tram, rappresentato a fianco, l'Amat sarebbe in attivo.

Ma i numeri sono ancora più critici per l'Amat. Già con il disallineamento di circa 9 milioni che emerge dal consolidato 2016, crediti vatati dall'Amat che però il Comune chiede di stralciare (come si evince dalla direttiva del sindaco alle Partecipate), i conti dell'Amat vanno all'aria. Se ci aggiungiamo gli ulteriori 20 milioni di euro relativi al 2017 che Palazzo delle Aquile non è disposto a riconoscere, il quadro diventa drammatico perché ad essere intaccato sarebbe il patrimonio della società. "Se venisse applicato questo principio anche a ritroso l'Amat dovrebbe rinunciare in totale a circa 46 milioni, ovvero gli importi del corrispettivo contestabili e in parte pagati. Di fatto il Comune condannerebbe l'azienda al fallimento, perché un eventuale adeguamento del contratto di servizio non sarebbe sufficiente". Così Ugo Forello, capogruppo del M5S in Consiglio comunale, che preannuncia una segnalazione alla Corte dei conti. "La direttiva del sindaco - spiega - sembrerebbe extra ordinem: a nostro avviso quella portata avanti dall'amministrazione è una procedura atipica. La Corte dei conti verifichi se si tratta di una modalità d'azione contabilmente corretta. La direttiva 'imperativa e vincolante' è stata emanata senza contradditorio in Giunta né con le aziende e il Consiglio, che non viene proprio nominato".

Orlando alle partecipate: "Bisogna tragliare 38 milioni"

In queste condizioni, il rischio che il tram si fermi è concreto. "Fare nuove linee sarebbe impensabile - sottolinea Forello - se prima non venisse appurata la sostenibilità economica del servizio tram". Sulla stessa scia la consigliera Concetta Amella, che conclude: "Il nostro obiettivo è tutelare il servizio di trasporto pubblico. Quanto sta accadendo è inaccettabile".

A stretto giro di posta arriva la replica del Comune: "Proprio stamattina il Sindaco ha disposto la costituzione di un gruppo di lavoro, di cui fanno parte gli assessori competenti (Sergio Marino e Antonio Gentile) nonché i dirigenti dei settori interessati (Maneri, Basile, Mandalà) oltre all'Avvocatura comunale e la dirigenza dell'azienda, per l'avvio di una azione legale nei confronti della Regione su due versanti: il primo è quello del mancato saldo delle somme dovute e già riconosciute e quello relativo ai tagli al contributo regionale apportati in corso di esercizio, cioè quelle riduzioni del contributo decise unilaterlamente della Regione al termine degli anni finanziari quando però i servizi erano già stati svolti. Si tratta complessivamente di almeno 60 milioni di euro. Il secondo è quello del mancato riconoscimento del tram come mezzo di trasporto pubblico. La Sicilia è infatti l'unica regione che non corrisponde un contributo per l'esercizio dei tram nelle città che ne sono dotate".

"Siamo perfettamente coscienti delle criticità vissute dall'azienda - afferma il sndaco Orlando - di fronte ad una politica di tagli portata avanti dalla Regione in modo indiscriminato e privo di qualsiasi logica che non fosse quella del fare cassa sulla pelle dei cittadini e delle amministrazioni comunali. Il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale sul quale l'investimento pubblico non può mancare. Confidiamo nel fatto che da parte di tutti vi sia un ritorno al buon senso, auspicando che su questo si possa al più presto avviare un confronto istituzionale".

La notizia è subito rimbalzata in Consiglio comunale: "Firmare il contratto di servizio è stato un errore, al presidente Gristina lo avevamo detto - commenta Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia -. Le entrate, i famosi 30 milioni di proventi della Ztl, erano virtuali. Quasta vicenda mette a nudo vari apsetti: innanzitutto l'amministrrazione comunale ha lavorato malissimo sul fronte del controllo alle aziende. Sulla vicenda dei chilometri non effettuati dall'Amat, si doveva intervenire già al primo anno contestando le cifre anziché avallare il bilancio. Adesso ci sarà un contenzioso forttissimo. Noi siamo contrari ad un aumento dei pass e dei tagliando della Ztl, così come ad un allargamento del perimetro. Fermare il tram è una forzatura. La soluzione va trovata, altrimenti rischiamo di pagare una penale salatissima"

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