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Almaviva, chiude il call center del "1500": scatta la cassa integrazione a zero ore per 500 lavoratori

Il ministero della Salute ha comunicato la cessazione del numero di pubblica utilità istituito durante l'emergenza Covid: avanza lo spettro del licenziamento. Mercoledì 11 gennaio riunione a Roma. Interrogazione di Giambona (Pd): "Situazione inaccettabile, cosa sta facendo il governo regionale?"

E' ufficiale. Il ministero della Salute ha comunicato la cessazione, a partire da oggi, del numero di pubblica utilità 1500 istituito durante l'emergenza Covid: da domani scatta la cassa integrazione a zero ore per 500 lavoratori Almaviva dei siti di Palermo, Catania, Napoli e Milano. Il maggior numero di addetti (420 su 500) si trova nelle due città siciliane: per loro avanza lo spettro del licenziamento non appena si esauriranno gli ammortizzatori sociali.

I sindacati di categoria hanno cercato di ottenere una proroga ma non ci sono riousciti. E, malgrado la mobilitazione del governo regionale, non sono arrivate nemmeno le rassicurazioni sulla tutela delle competenze acquisite dai lavoratori in tre anni di pandemia.

"Nel pieno dell’emergenza Covid, questi lavoratori, sono stati il front office dello Stato e delle istituzioni, per fornire informazioni su vaccini, green pass e pratiche burocratiche, adesso per loro si apre la strada della cassa integrazione a zero ore. Una situazione inaccettabile". Così dice Mario Giambona, parlamentare regionale del Partito democratico, che ha presentato un’interrogazione all'Ars per chiedere al governo regionale cosa intenda fare concretamente per salvaguardare i posti di lavoro.

"L'appello dei sindacati che chiedono di garantire la continuità lavorativa del personale valorizzando le competenze acquisite in questi tre anni e trasformando il servizio '1500' in un numero di pubblica utilità da dedicare all’assistenza agli utenti in ambito sanitario - aggiunge Giambona - appare in questo momento come l'unica proposta accettabile. E' necessario avviare in tempi brevi un'interlocuzione con le istituzioni nazionali evitando che la mannaia dei licenziamenti si abbatta sul già precario tessuto occupazionale della nostra regione".

Mercoledì 11 gennaio - il governo regionale (con gli assessori Tamajo e Albano), assieme a una delegazione dei sindacati, parteciperà una riunione al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Alla riunione sarà presente anche il capo di gabinetto del ministero alla Salute, Arnaldo Morace Pinelli.

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