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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Giunta da 8 a 11 assessori: in Consiglio la modifica dello Statuto, la maggioranza si spacca

Sinistra Comune e Sicilia Futura non partecipano alla votazione, che non raggiunge il quorum. "Prima serve un confronto politico". Il sindaco convoca un vertice di maggioranza per la prossima settimana. Verso il ritorno di Marino e Arcuri?

La proposta di modifica dell'articolo 45 dello Statuto comunale, per adeguare il numero di assessori in Giunta alla nuova legge regionale, spacca la maggioranza. Sinistra Comune e Sicilia Futura non hanno partecipato alla votazione: una semplice presa d'atto in quanto il sindaco può agire autonomamente non avendo il Consiglio deliberato entro i 60 giorni previsti dall'approvazione della legge numero 3 del 3 aprile 2019. Il voto in Consiglio (18 favorevoli e un astenuto) non ha comunque consentito il superamento del quorum stabilito (due terzi, ovvero 27 sì) e sarà necessaria una seconda votazione a maggioranza assoluta (cioè 21 consiglieri).

Al di là dell'esito del voto (nei fatti ininfluente), la questione è tutta politica. Sinistra Comune e Sicilia Futura hanno chiesto al sindaco una condivisione delle scelte riguardanti l'estensione della Giunta, che nei Comuni con più di 500 mila abitanti può arrivare sino ad un massimo di 11 assessori. Attualmente a Palermo ce ne sono 8, alcuni dei quali con un carico eccessivo di deleghe che dovrebbe essere redistribuito. Questa è l'intenzione del sindaco Leoluca Orlando. Il primo cittadino avrebbe in serbo il ritorno di due fedelissimi: Emilio Arcuri e Sergio Marino, "sacrificati sull'altare della patria" in occasione del rimpasto di Giunta. Il terzo nome sarebbe ancora top secret, anche per via di problemi interni al Pd (il partito del sindaco). Alla fine, comunque, una cosa è certa: l'ultima parola sarà quella del Professore. Sarà lui a decidere, come sempre. 

Le due forze di maggioranza - che oggi non hanno partecipato al voto - hanno di fatto stoppato orlandiani e Pd, che avevano trovato un accordo con le minoranze. Sicilia Futura e Sinistra Comune non reclamano posti in Giunta, ma ne fanno una questione di metodo, ma vorrebbero sapere quali assessori verranno ridimensionati e quali partiti beneficieranno dell'allargamento. Eppure in Giunta la modifica dello Statuto comunale è passata all'unanimità. "Ci sta - dice Barbara Evola, capogruppo di Sinistra Comune - che in Giunta tutti gli assessori si siano espressi favorevolmente, ma ciò non esclude il confronto politico. Trattandosi di una decisione politica il confronto è imprescindibile. L’allargamento della Giunta infatti non è un semplice adempimento statutario ma richiede un confronto fra le forze di maggioranza ed il sindaco, che deve mettere al centro il futuro della città e le prospettive della coalizione in vista del 2022. Dispiace la convergenza di una parte della maggioranza con l’opposizione su un atto che ha un'evidente natura politica". 

Poi aggiunge: "Oggi si è consumato uno strappo grave e incomprensibile. Come forza di maggioranza abbiamo chiesto di rinviare la discussione in Consiglio di un atto che necessita di un passaggio politico. La spaccatura non l'abbiamo creata noi. I posti non ci interessano e il tema non è solo la redistribuzione delle deleghe. Chi guida la maggioranza ha la responsabilità di coinvolgere tutti".

Il confronto politico ci sarà. Proprio oggi ai consiglieri comunali è arrivato un sms del sindaco, che ha convocato un vertice di maggioranza per mercoledì prossimo a Palazzo delle Aquile. "Lo abbiamo chiesto con forza e siamo contenti che il sindaco abbia dato seguito alla nostra richiesta - afferma Gianluca Inzerillo, capogruppo di Sicilia Futura -. Portare in Aula oggi la modifica dello Statuto è stata per noi una sorpresa, ci aspettavamo infatti il prelievo del regolamento dehors o di altre delibere più urgenti. Per questo abbiamo abbandonato l'Aula, nessuno può discutere la nostra lealtà nei confronti del sindaco. Che non è stata mai in discussione. Nessun problema, quindi, solo l'esigenza di confrontari preventivamente". 

Nel dibattito s'inserisce anche l'opposizione. "Non bisogna mischiare la presa d'atto del Consiglio della legge regionale e le beghe politiche interne alla maggioranza, che vanno discusse in altra sede". A dirlo è Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, che ha votato sì alla modifica dello Statuto comunale. "Anche se il sindaco può intervenire autonomamente - prosegue - politicamente è più giusto che ci sia anche un passaggio in Consiglio. Questa votazione è un diritto dei consiglieri, nel rispetto della legge". Sabrina Figuccia (Udc) lancia una frecciatina al collega - "Tantillo è più maggioranza della stessa maggioranza" - e va controcorrente: "Se a livello nazionale si è intervenuto per tagliare il numero dei parlamentari, a Palermo si vuole aumentare quello degli assessori. Credo che ci siano delibere più urgenti da discutere rispetto a questa, ma evidentemente per il sindaco Orlando la priorità è l'allargamento della Giunta".

Il presidente del Consiglio comunale, Totò Orlando, fa sapere che riconvocherà "l'Aula quanto prima" per la seconda votazione dell'atto. Il numero uno di Sala delle Lapidi spiega perché alla modifica dello Statuto comunale è stata data carattere d'urgenza: "L'accelerazione è dovuta al fatto che i tempi per il Consiglio sono abbondantemente scaduti. I consiglieri comunque a mio avviso devono dare un indirizzo chiaro". Totò Orlando, inoltre, dice la sua sulla composizione della Giunta: "Nel nostro Statuto c'è ancora scritto che si possono nominare fino a 16 assessori. Ecco, 16 sono troppi; ma 8 sono pochi. E i risultati di qualche assessore con tante deleghe sono sotto gli occhi di tutti". L'estensione della Giunta non dovrebbe aumentare i costi che, anziché su 8 assessori, verrebbero "spalmati" su 11. "Non sono questi i costi da tagliare e comunque nella modifica statutaria non si parla di costi. L'allargamento della Giunta è una cosa democratica, utile e di aiuto".

Sicuramente per rilanciare un'azione amministrativa che appare appannata. Ci sono deleghe pesanti sul groppone di pochi assessori. Il sindaco lo sa bene e medita di "alleggerire" qualcuno dei suoi uomini. Nessuno quindi dovrebbe saltare: l'ingresso di altri 3 assessori, che porterebbe il totale a 11 (il massimo consentito dalla legge), permetterebbe di affrontare certi ambiti - dai rifiuti ai lavori pubblici - con più incisività. Non a caso tra gli assessori da "alleggerire" ci potrebbero essere ad esempio Giusto Catania e Maria Prestigiacomo. Secondo i rumors, la delega all'Ambiente e alla Rap potrebbero essere scorporate da Urbanistica e Mobilità (oggi tutte in capo a Catania) e assegnate ad un nuovo assessore. Il che non farebbe proprio piacere a Catania. Per Ambiente e Rap, la pista conduce a Marino; mentre per la delega ai Lavori pubblici gli indizi portano ad Emilio Arcuri. Staremo a vedere. 

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