Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Tasi, M5S: "Multando i politici l'aliquota sarebbe stata più bassa"

Duro commento dei grillini sulle scelte dell'Amministrazione per la nuova imposta comunale. Nuti: "Troppo facile mettere le mani nelle tasche dei cittadini". L'assessore al Bilancio: "A Palermo soluzione soft. Introdotte numerose detrazioni"

Riccardo Nuti, deputato del M5S alla Camera

E' ancora polemica sull'introduzione della Tasi nel capoluogo palermitano con aliquota al 2,89 per mille. Se da una parte c'è l'assessore al Bilancio Luciano Abbonato, che minimizza il problema ribadendo come "Palermo abbia optato per la soluzione più soft", dall'altra c'è il Movimento 5 Stelle che rilancia: "Se Comune e Prefettura avessero fatto il possibile per incassare le multe per i manifesti abusivi dei politici del 2012, un'aliquota così si sarebbe potuta evitare".

"PAGHINO I POLITICI" - Duro il commento del Movimento 5 Stelle che, sulla scelta del Comune di applicare l'aliquota del 2,89 per mille, ha rincarato la dose: "Evidentemente per Orlando - spiega Riccardo Nuti, deputato alla Camera - è più facile percorrere le comode autostrade che portano alla tasche dei cittadini che le trazzere del risparmio e dell’oculata amministrazione". Critico anche del deputato Ars Giorgio Ciaccio: "Se Comune e Prefettura fossero stati più solerti a far fruttare le circa novemila infrazioni dei politici accertate nel 2012 per i manifesti abusivi, e diventate ormai carta straccia, le casse municipali avrebbero potuto respirare e forse l’aliquota si sarebbe potuta mantenere bassa". Sulla questione manifesti, che - ricordano i grillini - "avrebbe potuto fruttare un'entrata tra uno e nove milioni di euro", sta indagando la corte dei Conti ed una denuncia è stata presentata dal Movimento anche alla Procura della Repubblica.

Secondo il sindaco Orlando l'introduzione dell'aliquota al 2,89 altro non stata è che una contromisura, che di fatto permetterà di incassare 16 milioni di euro, dettata dall'esigenza di sopperire al taglio dei trasferimenti da parte dello Stato di 22 milioni di euro. "Sulla Tasi - ha spiegato Abbonato (nella foto a destra) - si sta assistendo ad un bombardamento di cifre e statistiche che non hanno nessun rapporto con la realtà. Palermo, tra le grandi città, è quella che ha optato per la soluzione più soft, non applicando la misura massima prevista dalla legge". 4-Luciano Abbonato-2E per chiarire meglio la propria posizione, utilizzando i dati estrapolati da un recente studio fatto dalla Uil, l'assessore ha comunicato il costo medio della tassa nei più grandi comuni italiani: Torino 468 euro, Genova 439 euro, Milano 430 euro, Roma 410 euro, Ancona 306 euro, Bologna 301 euro, Cagliari 264 euro e Palermo 154 euro.

"POTEVA FINIRE PEGGIO" - Tra le altre conseguenze scongiurate dalla "soluzione soft" adottata dal Comune, l'assessore Abbonato ricorda che "a Palermo si è deciso di non applicare la misura massima prevista dalla legge e di non far pagare la tassa sui servizi indivisibili a chi già è gravato dall’Imu. Inoltre - aggiunge Abbonato - l’imposta è stata calibrata tenendo conto dell'articolazione dei soggetti passivi per fasce catastali, in modo da ottenere la massima perequazione. Per le abitazioni di minor valore sono state introdotte delle detrazioni che di fatto azzerano la tassa, mentre altre detrazioni - conclude - sono state previste per un’ampia gamma di realtà familiari in modo da salvaguardare al massimo le fasce più deboli della società".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tasi, M5S: "Multando i politici l'aliquota sarebbe stata più bassa"

PalermoToday è in caricamento