Sanità, Albanese: "Una follia chiudere il punto nascita di Petralia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Madonna dell'Alto, a Petralia Sottana, comporta un disagio per tutte le donne che vivono sulle Madonie e occorre intraprendere ogni strada possibile per opporci a questo provvedimento del Ministero della Salute. A sottolinearlo è Mari Albanese, assessore del Comune di Alimena con delega alle Pari Opportunità, che venerdì sarà alla marcia degli amministratori madoniti, in programma dallo svincolo autostradale di Irosa.

“La decisione della ministra Lorenzin, di chiudere il punto nascita di Petralia Sottana e il rimpallo sulle responsabilità da parte della politica regionale – sottolinea l’assessore Mari Albanese – mortifica il nostro territorio e le nostre intelligenze. Come sempre a pagarne il prezzo più alto sono le nostre famiglie, le nostre donne e i nostri bambini. Le Madonie sono state abbandonate da tempo, prova ne è stata la lentezza con cui è stata realizzata la bretella dopo il crollo del viadotto sulla A19. Ogni giorno paghiamo il peso dell’isolamento e adesso si sta cercando di negare addirittura il nostro diritto alla salute”.

Dove andranno a partorire le donne madonite? Il ministro e l’assessore regionale Gucciardi – prosegue – hanno mai percorso le nostre strade interne? Che sicurezza si può garantire a una donna e al suo bambino, se per partorire dovrà percorrere quasi cento chilometri? Parlo da donna, prima che da assessore del comune di Alimena. Questa scelta è pura follia”.

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