Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Caos in aeroporto, dopo lo scontro Gesap-Schifani c'è il giallo dimissioni di Riggio: "Non confermo, né smentisco"

La società che gestisce lo scalo ha annunciato lo stop ai voli extra di Catania dopo l'incendio al Fontanarossa. Il presidente della Regione ha stigmatizzato la presa di posizione. Nel pomeriggio le voci di una lettera dell'ad a Lagalla e al governatore per comunicare il passo indietro, ma l'interessato si trincera dietro un "no comment"

Prima un "no comment", poi un "non confermo, né smentisco". Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, a PalermoToday liquida, ma senza sciogliere il dubbio, le voci sulle sue dimissioni dalla carica nel Cda della società che gestisce lo scalo dell'aeroporto. I rumors iniziano a circolare nel tardo pomeriggio al termine di una giornata convulsa, l'ennesima di emergenza al Falcone Borsellino dopo l'incendio al Fontanarossa di Catania e il dirottamento di decine di voli a Punta Raisi.

Poco dopo l'ora di pranzo arriva la nota di Gesap con la quale il direttore generale Natale Chieppa annuncia la volontà di stoppare i voli extra ospitati da Catania.  "Siamo in continuo contatto con Enav, Enac e Assoclearance, con tutte le compagnie - conclude Chieppa - e abbiamo già comunicato che domani, giovedì 20 luglio, accetteremo al massimo venti voli ex Catania, mentre da venerdì fino a domenica non ci sarà spazio per nessun volo oltre ai nostri".

Nella nota anche le parole dello stesso Riggio. "Questa emergenza richiede un supplemento di lavoro e di responsabilità da parte di tutti - dice Riggio -. L’aeroporto di Palermo sta reggendo bene all’aumento dei voli dovuto al blocco delle attività di Catania, ma limiteremo l’afflusso di traffico aereo, essendo già molto oltre il limite di capienza, anche per il ritardo nei lavori, che comunque vanno avanti spediti. In questi giorni di emergenza, il personale, a cui va il nostro apprezzamento, con grande fatica e stress sta fronteggiando con tutte le forze un momento eccezionale e delicato, con punte di 45 voli (90 movimenti) in più al giorno rispetto alla programmazione prevista nello scalo palermitano, già notevole per il periodo".

Prese di posizione da parte dei vertici di Gesap non gradite dal presidente della Regione Renato Schifani. "Non posso che stigmatizzare l’atteggiamento della direzione generale dell’aeroporto di Palermo che, senza un doveroso confronto con gli organi di controllo, ha dichiarato di non accettare più voli destinati originariamente allo scalo di Catania, ingenerando così uno stato di allarmismo e tensione sociale in quanti hanno scelto di trovare in Sicilia, simbolo dell’accoglienza, un luogo ideale per le vacanze", afferma il governatore.

Poco dopo in appoggio a Schifani arriva anche l'intervento dell'Enac, che lo stesso Riggio ha guidato per 15 anni a partire dal 2003. In una nota l'Ente nazionale aviazione civile appunta che "in conformità alle dichiarazioni del presidente Schifani che ha stigmatizzato la decisione della società Gesap di Palermo di limitare l’utilizzo dello scalo, l’Enac rivendica il proprio ruolo di autorità nel determinare la capacità degli aeroporti siciliani a supporto dell’operatività di Catania".

Insomma, uno scontro a tutti gli effetti che avrebbe indotto Riggio, nominato a marzo scorso proprio in quota Schifani nel Cda dell'ente aeroportuale, addirittura a scrivere una lettera al governatore e al sindaco Roberto Lagalla per annunciare il passo indietro.
 

Lo stesso primo cittadino e il vicesindaco Carolina Varchi starebbero cercando di mediare per far rientrare la crisi. Un lavoro diplomatico che emerge anche dal comunicato ufficiale che arriva poco prima di cena. "Esprimiamo apprezzamento per il grande sforzo che sta compiendo in questi giorni la Gesap per l’aiuto, che riteniamo doveroso in questo momento di emergenza, all’aeroporto Fontanarossa di Catania, come già stanno facendo anche altri scali come quello di Trapani e Comiso. Tuttavia, il previsto traffico aereo di 250 voli giornalieri su Catania pone in oggettiva difficoltà l’aeroporto Falcone e Borsellino, creando una situazione di sovraccarico delle infrastrutture e del personale, specialmente in un periodo di sensibili afflussi come quello estivo. Per questa ragione, siamo in costante contatto con il presidente dell’Enac affinché il traffico aereo destinato a Fontanarossa possa essere ridistribuito al meglio su altri scali siciliani e calabresi. Confidiamo che venga presa in considerazione anche l’ipotesi di utilizzare l’aeroporto di Sigonella, sempre che gli esistenti vincoli militari possano essere allentati", affemano Lagalla e Varchi.

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