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Bagheria e le ville abusive: assessore si dimette e sindaco si scusa

L'inviato Giulio Golia ha sostenuto che le case dei familiari del primo cittadino e dell'assessore all'Urbanistica erano state realizzate "senza autorizzazione". I diretti interessati inizialmente hanno smentito, ma poi l'assessore ha rimesso la delega

Prima le accuse, poi la secca smentita e adesso le dimissioni. Non c'è pace in questi giorni al Comune di Bagheria guidato dal sindaco M5S Patrizio Cinque. La scorsa settimana la trasmissione televisiva "Le Iene" ha messo in onda un servizio su alcune ville abusive (GUARDA IL VIDEO) e secondo l'inviato Giulio Golia anche quelle del primo cittadino e dell'assessore all'Urbanistica Luca Tripoli rientrano tra queste. I diretti interessati hanno seccamente smentito - definendo gli inviati "dipendenti di Berlusconi" e parlando di una versione parziale dei fatti - ma oggi è arrivato l'annuncio delle dimissioni dell'assessore con tanto di scuse del sindaco.

L'assessore ha scritto una lettera in cui ufficializza le dimissioni e il primo cittadino ha postato un lungo commento su quanto accaduto sul blog di Beppe Grillo. "E' venuta meno - scrive Tripoli - quella serenità che è presupposto essenziale per svolgere al meglio il mio ruolo ritengo che non sarebbe giusto continuare ad occupare tale ruolo di responsabilità senza la motivazione necessaria".

"Come probabilmente sapete ci sono stati alcuni servizi sul problema dell'abusivismo a Bagheria. E sono stato tirato in ballo io stesso, con la casa dei miei genitori - scrive Patrizio Cinque sul blog -. Ecco i fatti. Nel 1982, quando ancora non ero neanche nato, la mia famiglia costruisce questa casa che, contrariamente a quanto è stato detto, non ricadeva in una zona con vincolo monumentale e viene avviata la pratica per sanarla. Sono stati ottenuti, dal Comune, i pareri favorevoli necessari e sono stati pagati gli oneri concessori. Ero convinto che l’iter fosse concluso, ma in realtà non è così e quindi ho detto un’inesattezza - di cui mi scuso con i cittadini - affermando che la casa fosse sanata. Quindi ho chiesto io stesso a mio padre di presentare in Comune l'ultimo documento mancante, l'attestazione del silenzio assenso della Sovrintendenza già in suo possesso dal settembre 2012".

"Ma a Bagheria - prosegue Cinque - purtroppo, negli uffici tecnici ci sono ben 8000 pratiche di sanatoria, frutto di decenni di governo della città sull’impronta del far west edilizio. Tra queste c’è anche quella che riguarda il papà dell’assessore all’urbanistica. Gli uffici del Comune, a dimostrazione della loro imparzialità – se mai ce ne fosse stato bisogno – hanno esitato negativamente la sua pratica. L'assessore stesso, per fugare ogni ombra, ha deciso di fare un passo indietro rimettendo la delega. E di questo gli do atto". "Noi cambieremo Bagheria - sottolinea il primo cittadino - ma, come accade in altri comuni amministrati dal MoVimento 5 Stelle, ci tocca sempre costruire sulle macerie lasciate da governi dissennati di centrodestra o centrosinistra. Sono già allo studio alcuni provvedimenti con i quali renderemo questa città più bella e più vivibile per tutti: vogliamo aprire il mare alla città, abbattendo tutti i mostri che circondano la costa ed occultano il mare. Alcuni risultati, intanto, sono già sotto gli occhi di tutti e mi riferisco alla sparizione dei rifiuti dalle strade, alla crescita della coscienza antimafia e al costante risanamento dei conti, che entro la fine della legislatura ci permetterà di uscire dal dissesto. Sarà dura, ma ce la faremo, Il futuro di Bagheria è già cominciato. In alto i cuori".

LE REAZIONI
"Ci pare di capire da quello che scrive il sindaco di Bagheria che la sua pratica di sanatoria sia ancora aperta. Se è così, il caso non è chiuso. Secondo noi, infatti, la Regione dovrebbe verificare se sussistono i motivi di decadenza del sindaco per incompatibilità, cosìcome sembra prevedere il comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale 31 del 1986 che parla di incompatibilità per gli amministratori che hanno procedimenti civili o amministrativi in corso". Lo scrive sui Social il movimento dei Coraggiosi di Fabrizio Ferrandelli.

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