Cacciatore (I Coraggiosi): "A Palermo impianti sportivi fatiscenti e inadeguati"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La maratoneta di Bagheria Anna Incerti e la pallavolista Miriam Sylla, olimpici e portacolori della nostra città a Rio, ritornano a casa, in una terra di vinti. Ritornano ai loro duri e impegnativi allenamenti quotidiani in una città che rispetto al resto d'Italia (per non parlare degli standard internazionali), ha sempre dimostrato di non volersi impegnare nello sviluppo di politiche sportive.

Se avessimo prontezza di quanti sono i nostri atleti convocati in nazionale nelle differenti specialità sportive, e dei medagliati a livello nazionale e mondiale, capiremmo il valore del potenziale umano, il grande talento che abbiamo tra le mani ma che non aiutiamo affatto a sviluppare ed emergere. I grandi risultati ottenuti dai nostri atleti concittadini a Rio dimostrano indiscutibilmente che il materiale umano è pari a quello delle altre regioni Ma che la fatica, l'impegno e il sacrificio sono molto più elevati rispetto agli altri colleghi a causa di impianti fatiscenti, inadeguati e mal gestiti.

Tanti gli esempi tra cui, il Velodromo ed il Palazzetto dello Sport. E ancora, La piscina comunale e lo Stadio delle Palme (quest'ultimo addirittura stava per essere ceduto a privati pur di mollarne la gestione). L'incapacità delle politiche sportive unitamente alla mancanza di senso di realtà di questa amministrazione comunale lascia davvero a desiderare. Non si può pensare di candidare la città a capitale dello sport ( come si era cercato di fare) senza nemmeno valutare anche la necessità della promozione dell'Adaptative Sports, garantendo così la pratica sportiva a tutti coloro che ne hanno volontà e soprattutto richiedono un bisogno psico-fisico.

Lo sport, agonistico e non, è anche rispetto delle regole, fair play, rispetto dell'avversario. Lo sport insegna che un canestro o una porta sono di tutti, sono quella "cosa nostra" che dovremmo desiderare di avere tutti a portata di mano in una Città che può veramente essere di tutti. Si, perchè come disse il mio coach tempo fa : basta con "cosa nostra" mafiosa, facciamo "cosa nostra" il bene pubblico.

Isabella Cacciatore del Movimento de "I Coraggiosi"

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