Regione senza soldi, stop a leggi di spesa: "Danno infernale da governi precedenti"

Nei conti di Palazzo d'Orleans è stato accertato un "buco" di circa un miliardo, dovuto alla parziale rateizzazione del disavanzo in 30 anni. L'ira del governatore Musumeci: "Qualcuno da carnefice vuole passare a vittima, ora basta sconti". Nominato un esperto per correggere i conti

Nelle casse della Regione non c'è più un euro per fare leggi di spesa. A Palazzo d'Orleans è saltato fuori un "buco" di circa un miliardo, frutto della mancata rateizzazione in 30 anni dell'intero disavanzo accertato, come previsto dal decreto legislativo 118. Ovvero la norma sulla cosiddetta armonizzazione contabile introdotta nel 2015, che dava la possibilità di "ripulire" i conti degli enti locali. La conseguenza immediata è lo stop al collegato alla Finanziaria, in dicussione all'Ars, e in generale a tutte le norme che necessitano di copertura finanziaria. "Eccetto le spese già pianificate, la Regione non ha più un euro in bilancio" ha sottolineato il ragioniere generale Giovanni Bologna. 

"I residui ora accertati - ha spiegato il governatore Nello Musumeci durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi - non possono essere più spalmati in trent’anni salvo un nuovo accordo da raggiungere con lo Stato. E cioè un accordo con quelle forze politiche che oggi sparano a zero sul governo. Qualcuno da carnefice vuole farsi vittima. Forse ho fatto fin troppo il presidente istituzionale. Sono cattolico ma ho due sole guance: da questo momento non faccio più sconti a nessuno". 

Un duro atto d'accusa, che chiama in causa non solo le opposizioni ma anche il governo Crocetta. "La vicenda finanziaria non si può iscrivere a questo governo - ha aggiunto Musumeci - nessuno può dire io non c’entro, riguarda tutti centrodestra e centrosinistra, i governi degli ultimi trent’anni. Nel 2015 la Regione avrebbe dovuto cancellare tutte le entrate e le spese iscritte al bilancio solo sulla carta e spalmare su trenta anni il disavanzo. Questo è accaduto solo in minima parte. Questa omissione ha fatto sì che tutti i residui cancellati non potranno più essere spalmati nei prossimi tre decenni. Un danno infernale".  

Al momento, il disavanzo definitivo accertato della Regione siciliana è pari a 7,3 miliardi di euro: un miliardo in più rispetto a quello dell’anno scorso. Dei 7,3 miliardi ce ne sono 6,2 già stati spalmati in gran parte nei bilanci dei prossimi trent’anni. Rimane un miliardo di euro. Il governo Musumeci aspetta la pronuncia della Corte dei conti sulla parifica dell’ultimo rendiconto per stabilire come gestire questo "buco". 

Musumeci ha anche annunciato di aver "nominato un esperto di caratura nazionale per fare emergenze i residui non accertati nel passato e per avviare con la Corte dei Conti il definitivo risanamento del bilancio della Regione". Il governatore ha rivendicato una "gestione sana" del bilancio durante il suo mandato. "Si è registrata una inversione di tendenza rispetto alla passata gestione. Tanto che come saprete le tre agenzie di rating hanno accertato la regolarità della nostra gestione. Il nostro obiettivo è completare la legislatura con un bilancio che non abbia più numeri alterati". Musumeci non ha voluto svelare l'esperto al quale è stato affidato il servizio di verifica dei bilanci della Regione degli ultimi trent'anni. "Ve lo diremo successivamente con una nota", ha detto.

"Ci sembrava giusto dare qualche elemento di chiarezza - ha concluso - Nei momenti di difficoltà la politica deve saper offrire soluzioni e non tentare vergognose speculazioni. Ho letto notizie improntate al terrorismo psicologico e mi sono preoccupato. Credo che la politica debba essere improntata a un grande senso di responsabilità". 

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