Sicilia ultima tra le regioni virtuose secondo l’Indice del Dono

Consenso alla donazione degli organi, il sindaco Leoluca Orlando: “Ognuno di noi deve fare la sua parte”

Ogni anno, il Centro Nazionale Trapianti (Cnt), stila una classifica basata sul cosiddetto Indice del Dono, un valore che fotografa il maggiore o minore consenso alla donazione degli organi e dei tessuti reso, dai cittadini di ciascun Comune italiano, al momento del rinnovo della carta d’identità. 

Una classifica che, nel 2020, ha posto la Sicilia al poco ambito ultimo posto in fatto di sensibilità e generosità sul tema, registrando un Indice di 44,92/100 e il rapporto più basso in assoluto tra numero di consensi rilasciati e carte d’identità emesse. Poco meglio, ma non abbastanza, ha fatto il capoluogo di regione, Palermo, ottenendo un quintultimo posto nella classifica delle grandi città italiane, con un Indice del Dono pari a 53,89/100 e un dato a livello provinciale che lo posiziona invece 92esimo sul totale di 107 province italiane.

Un dato senz’altro poco lusinghiero per la città e per la Sicilia che, come riferisce Giorgio Battaglia, Coordinatore Regionale Trapianti della Sicilia, “potrebbe essere insostenibile a lungo termine”, in quanto “ogni NO si traduce in una riduzione della speranza di vita dei tanti pazienti in attesa di un trapianto, che in Sicilia sono più di 700".

E' il sindaco di Palermo, presidente dell'Anci Sicilia, Leoluca Orlando, a pronunciarsi su quale strada sia preferibile seguire per ribaltare questo trend di opposizioni e trasformarlo in consensi e scelte più virtuose: “Informare e sensibilizzare i cittadini è essenziale, perché la pratica del trapianto, la pratica del dono della vita e della speranza, devono rafforzarsi sempre più. Confido nella sensibilità dei siciliani e nell'attenzione dei sindaci perché si facciano portavoce e promotori di questa anche nella nostra regione. Sono certo che, una corretta informazione e una capillare diffusione di questi messaggi, saranno strumenti per favorire un maggiore consenso dei cittadini.”

Il sindaco Orlando dà infine una lezione di umanità ai propri concittadini, che sia da sprone alla solidarietà e alla responsabilità di ciascuno, anche e soprattutto in questi tempi così difficili e delicati per tutti: “L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus ci ha insegnato che ognuno, con i propri comportamenti, è responsabile della salute di tutti. Un principio che vale, ancor di più, per i trapianti. Dare il proprio consenso alla donazione è un dovere civico di tutti e ognuno di noi deve fare la sua parte.”

Si unisce all’appello di Leoluca Orlando anche Giorgio Battaglia del Ctr, che invita i cittadini a riporre maggior fiducia nel sistema trapianti nazionale e regionale: “Invito i siciliani a dare conferma della generosità e della cultura di solidarietà che li contraddistingue, e firmare il consenso alla donazione degli organi dopo la morte. Possono contare su un sistema trapianti di grande qualità e sicurezza che rappresenta un'eccellenza in Europa.”

Un’eccellenza che si è palesata in tutta la sua efficacia in quest’ultimo anno proprio in Sicilia, dove, i trapianti e le donazioni non si sono mai fermati. La Regione è stata, infatti, teatro del primo trapianto di utero in Italia su una donna di 30 anni e, anche di uno dei primi trapianti da donatore positivo al Coronavirus eseguito all’Ismett di Palermo. In primavera, poi, in pieno lockdown, sempre in Sicilia è stato realizzato un prelievo multiorgano da una donatrice deceduta a Ragusa, la quale ha contribuito con il suo SI dato in vita, a salvare diverse vite.

L’obiettivo, dunque, è continuare in un’opera di informazione e coinvolgimento dei cittadini in tema di donazione di organi e tessuti, che possa contribuire ad aumentare le dichiarazioni di consenso e a far tornare la Sicilia e la città di Palermo nella parte alta della classifica del Dono, quella parte in cui stazionano le regioni, le città e i cittadini più virtuosi e generosi. 

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