A Palermo l'87% degli autobus è stato immatricolato prima del 2013

Tra le province siciliane è Siracusa quella in cui la percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 è maggiore (91,4%). A Siracusa seguono Caltanissetta e Agrigento (ex aequo con il 90,6%), Ragusa (90,4%), Catania (90,1%), Messina (87,2%), Palermo e Trapani (ex aequo con l’87%) ed Enna (84,1%)

L’88,3% degli autobus in circolazione in Sicilia è stato immatricolato fino al 2012. Ne consegue che solo l’11,7% è stato immatricolato dal 2013 in poi, e quindi negli ultimi sei anni.

Da Siracura ad Agrigento passando per Palermo 

Tra le province siciliane è Siracusa quella in cui la percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 è maggiore (91,4%). A Siracusa seguono Caltanissetta e Agrigento (ex aequo con il 90,6%), Ragusa (90,4%), Catania (90,1%), Messina (87,2%), Palermo e Trapani (ex aequo con l’87%) ed Enna (84,1%). Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.
A livello nazionale l’80,4% degli autobus in circolazione è stato immatricolato fino al 2012 e solo il 19,6% dal 2013 in poi. Come emerge dalle precedenti rilevazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro in Italia il parco circolante di autobus continua a crescere (tanto che nel 2018 ha superato quota 100.000 veicoli, secondo i dati Aci) mentre nell’ultimo anno le immatricolazioni di nuovi mezzi sono calate rispetto all’anno precedente. Sono proprio questi due elementi a causare il fatto che l’età media del parco circolante di autobus in Italia sia piuttosto elevata, dal momento che si continuano a mantenere in circolazione anche gli autobus più vecchi e il tasso di sostituzione dei vecchi mezzi con mezzi nuovi è molto basso. A conferma di quanto detto vi sono i dati elaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro e anche i dati sull’età media degli autobus italiani, dati dai quali risulta che in Italia gli autobus in circolazione hanno circa 11,4 anni di media, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni.

Gli autobus vecchi ancora in circolazione

Le conseguenze di questa situazione sono intuitive, in termini di minore sicurezza della circolazione e di maggior impatto ambientale. Gli autobus più vecchi ancora in circolazione, infatti, hanno dispositivi di sicurezza non aggiornati con le tecnologie più recenti e allo stesso tempo presentano livelli di emissioni di sostanze inquinanti più alti rispetto ai mezzi di ultima generazione. Proprio nella direzione di accelerare il tasso di rinnovo del parco circolante di autobus va il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il rinnovo del parco autobus con mezzi a basso impatto, piano che prevede lo stanziamento di 3,7 miliardi di euro nel periodo 2019-2033 e punta al rinnovamento del parco di autobus adibiti al trasporto pubblico locale, investendo in particolare su mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni.

Cosa succede nel resto d'Italia 

Le elaborazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro includono anche i dati regionali, dai quali emerge che la regione in cui vi è la maggior percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 ancora in circolazione è la Sardegna (92,2% sul totale degli autobus in circolazione), seguita da Calabria (90,5%) e Basilicata (90,3%). Anche le posizioni successive della graduatoria sono occupate da regioni del Sud Italia. In generale si può quindi dire che la percentuale di autobus vecchi ancora in circolazione è maggiore al sud che nelle altre zone d’Italia. Questa tendenza è confermata anche se si prendono in considerazione i dati provinciali: infatti le province in cui la percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 ancora in circolazione supera il 90% sono quasi tutte al sud (ad eccezione di Vercelli e Rieti) come testimoniato dalla tabella qui a lato.

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