Imprenditoria femminile: tutte le informazioni per avviare una nuova attività a Palermo

Contributi a fondo perduto, agevolazioni e novità per le donne che vogliono fare impresa. Ecco tutto quello che c'è da sapere

La legge 215/92 è lo strumento principale di agevolazione attraverso il quale il Ministero delle Attività produttive mette a disposizione dell’imprenditoria femminile stanziamenti, sottoforma di contributi in conto capitale, erogati a fronte di investimenti.

A cosa serve 

La “215” è nata per agevolare la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili che vogliano attuare dei programmi di investimento organici e operanti in diversi settori dell’economia, quali l’agricoltura; il manifatturiero e assimilati; il commercio, il turismo e i servizi. La legge, anche se non prevede limiti minimi, è indirizzata a finanziare piani di spesa di importo medio-piccolo disposti su un breve arco temporale.

Cosa si può richiedere 

La legge 215 permette alle imprese femminili di richiedere un finanziamento a fondo perduto per parte dei loro investimenti. Per “fondo perduto” si intende una somma di denaro che il ministero mette a disposizione dell’imprenditore a titolo definitivo, senza quindi obbligo di restituzione.

Domanda di contributo  

La legge 215 opera con un meccanismo, detto “a bando”. Ciò vuol dire che il Ministero dichiara che è possibile presentare domanda di contributo, a partire da un determinato giorno e fino a una data di chiusura termini. La 215 finanzia dei piani di investimento organizzati in programmi di breve periodo questo perché vuole “costringere” le aziende a programmare la propria attività nel breve termine  focalizzando le risorse sulle attività essenziali dell’impresa.

Spese ammissibili 

Le spese ammesse dalla legge possono essere acquisite tramite acquisto diretto o tramite il sistema della locazione finanziaria e sono inerenti a:

  • impianti generali: sono comprese le voci relative all’impianto elettrico, antincendio, antifurto, riscaldamento, condizionamento, idraulico
  • macchinari e attrezzature: tra essi rientrano anche gli impianti specifici di produzione, compresi gli arredi connessi allo svolgimento delle attività e le strutture, non in muratura, prefabbricate e amovibili
  • brevetti
  • software
  • opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% delle voci di spesa relative ai primi due punti. In questo ambito le spese agevolabili di progettazione e lavori, che comprendono la progettazione tecnica degli investimenti, gli eventuali oneri per concessioni edilizie e i collaudi di legge, devono essere inferiori al 5% dell'importo ammesso per opere murarie. Queste ultime sono relative unicamente  alla ristrutturazione degli immobili in cui sarà effettuato l'investimento e dove sarà svolta l'attività, ad ogni modo sono escluse le spese inerenti l'acquisto e/o la realizzazione di immobili
  • studi di fattibilità e piani di impresa, inclusi le analisi di mercato, gli studi per la valutazione dell'impatto ambientale: devono rispettare il limite del 2% dell'investimento totale ammesso e tra queste voci è compresa anche la quota iniziale dei contratti di franchising

Quanto finanzia 

Il contributo concesso dalla legge 215 dipende, oltre che dall’investimento, anche dalla regione in cui si realizza il programma, dalla suddivisione delle spese tra le diverse tipologie, dal momento di effettuazione. Le percentuali massime di contributo sono calcolate secondo due diverse tipologie di calcolo, Equivalente Sovvenzione Netta ed Equivalente Sovvenzione Lorda.

La prima (ESN) è quella parte di contributo calcolata al netto delle tasse. La percentuale ESL è quella parte di contributo erogata al lordo delle tasse. Le imposte sono pari al 41,25%, ma il contributo può venire portato a reddito in più anni, contemporaneamente all’ammortamento fiscale del bene agevolato, ecco perché l’aiuto varia notevolmente a seconda del bene e del momento d’acquisto.

La documentazione 

I documenti necessari per richiedere le agevolazioni della 215 sono formati da:

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  • Modulo di richiesta delle agevolazioni: contenente i principali dati e informazioni sull’impresa proponente e sul programma di investimenti
  • Scheda tecnica: in cui è presente la descrizione dettagliata dell’iniziativa proposta e i relativi dati economico-finanziari
  • Certificato di iscrizione presso il registro delle imprese della Camera di Commercio di Palermo, corredato dalla dicitura antimafia (documentazione non richiesta per le imprese individuali non ancora iscritte, al momento della presentazione della domanda nel Registro delle imprese)

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