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Cibo sano e aggregazione: la rivoluzione degli orti urbani sboccia all'Uditore

Palermitani "contadini" in città. Nell'immenso spazio verde di Fondo Badia si combatte la crisi: piccoli terreni potranno essere affidati a chi vorrà coltivare frutta e ortaggi per produrre una parte del proprio fabbisogno quotidiano

Coltivare frutta e ortaggi senza doversi allontanare dalla città. Da oggi è possibile. Si chiama "Orto urbano": un progetto che profuma di futuro e che consente ai cittadini palermitani di coltivare la terra per l’autoproduzione del cibo. Il disegno è sbocciato nel parco Fondo Badia, nel quartiere Uditore (in via Badia, 48). Merito dell'associazione di promozione sociale “Cultura&Coltura”. Il motto dell'attività “Orto Urbano” è una frase di Gandhi: “Dimenticare come zappare la terra e curare il terreno significa dimenticare se stessi”.

In passato il parco di fondo Badia era l'immenso giardino delle monache che qui abitavano: adesso il grande spazio verde (di proprietà dei Padri Redentori) è stato appena restaurato e portato allo splendore di un tempo coi suoi aranci e gli alberi di mandarino che offrono ai visitatori un vero e proprio tuffo nella natura con attività culturali e sociali. Spazi che permetteranno a molti di avere un'alimentazione più sana e di restare a contatto con la natura. Il provvedimento, che punta all'autoproduzione agricola, biologica e sostenibile anche in città, è stato pensato anche come una misura per combattere la crisi: piccoli terreni che potranno essere affidati ai palermitani che potranno coltivarli per produrre una parte del proprio fabbisogno quotidiano, senza ovviamente poter mettere in vendita i prodotti che verranno raccolti. 

"Questa iniziativa - spiegano gli organizzatori - vuole promuovere un nuovo modello di agricoltura a basso impatto ambientale, per la tutela della salute e della biodiversità. Ogni cittadino pagando una quota associativa avrà la possibilità di coltivare il proprio pezzo di terra per autoprodurre il cibo secondo coltivazioni naturali e senza l’uso di diserbanti o concimi chimici". L'iniziativa è stata promossa dal dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università di Palermo "in nome della sostenibilità e dell’aggregazione sociale".

Una specie di rivoluzione bucolica, che esalta la passione per il verde e conferma che un futuro sostenibile è già possibile. L'attività è solo la prima di una serie volte a rendere il parco un vero e proprio centro per attività sociali culturali e sportive legate al benessere e alla salute del cittadino. Presto infatti sarà inaugurato uno spazio dedicato all' allenamento a corpo libero in mezzo alla natura seguito da esperti in discipline come Calisthenics o Yoga. In progetto anche attività per gli amici a “4 Zampe” e un centro estivo per bambini. Palermo avrà cosi un nuovo “polmone” dove si respira cultura.

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