Mercoledì, 19 Maggio 2021
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Ecoforum provinciale sui rifiuti, Legambiente premia i Comuni ricicloni del palermitano

Nei primi sei mesi del 2018 hanno superato la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata. Il presidente Gianfranco Zanna: "Per un ciclo virtuoso dei rifiuti bisogna realizzazione gli impianti puntando soprattutto sull’organico che rappresenta oltre il 50 per cento"

San Giuseppe Jato, Balestrate, Montelepre, San Cipirello, Terrasini, Cinisi, Prizzi, Giardinello, Giuliana, Camporeale, Pollina e Chiusa Sclafani premiati nel corso dell'Ecoforum sui rifiuti di Legambiente. Hanno superato la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata nei primi sei mesi del 2018 e sono quindi i Comuni Ricicloni della provincia di Palermo.

L’Ecoforum è stata un’occasione di incontro, di confronto e di approfondimento sul tema della gestione sostenibile dei rifiuti. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito di “Sicilia Munnizza Free”, campagna nazionale messa in campo da Legambiente in collaborazione con il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) e con il patrocinio della Regione Siciliana. Con questo progetto Legambiente si propone di fatto di replicare in Sicilia quanto già successo in Campania a seguito dell’esplosione dell’emergenza rifiuti e che oggi, a distanza di 15 anni, rimane sullo sfondo come un brutto ricordo in quanto in quella regione oggi si può raccontare di un ciclo dei rifiuti migliore, fondato su alte percentuali di raccolta differenziata in tanti comuni, anche di grandi dimensioni. E tutto questo grazie anche al grande lavoro di sensibilizzazione condotto negli anni da Legambiente.

“Come diciamo da anni - ha sottolineato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia - l’unica via d’uscita, è la raccolta differenziata spinta, soprattutto nelle città di Palermo, Catania, Messina e Siracusa, in gravissimo ritardo, che avrebbe come primo, immediato effetto, quello di ridurre le quantità da portare in discarica. Altro nodo da risolvere in tempi brevi è la realizzazione degli impianti per un ciclo virtuoso dei rifiuti, puntando soprattutto sull’organico che rappresenta oltre il 50 per cento. Per realizzare tutto ciò, occorrono gli impianti, a partire da quelli di digestione anaerobica per produrre gas metano e compost di qualità per le campagne, favorendo al contempo gli investimenti dei privati”.

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