Camera di Commercio, Felice: "Presidente e consiglieri siano eletti dalle imprese"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Per garantire una corretta gestione delle Camere di Commercio bisogna che presidente e consiglieri siano eletti direttamente dalle imprese". Lo dice il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice.

"In questi giorni - spiega Felice - nella Camere di Commercio Siciliane c’è un certo fermento. A Catania si discute sulla cessione delle quote della società aeroportuale, a Palermo i rappresentanti di Confcommercio si dimettono per questioni legate alla gestione, ed emergono due verità contrapposte. Utilizzo l’ultimo esempio perché i rappresentanti di Confcommercio con quest’azione stanno tutelando la loro organizzazione, l’organizzazione che li ha nominati e che quindi detta la linea. La Camera di Commercio dovrebbe essere l’espressione delle imprese – continua Giovanni Felice - invece è diventata chiaramente espressione delle organizzazioni di categoria, delle alleanze di Palazzo
che magari vedono protagonisti soggetti che non sono espressione del modo delle imprese o del territorio. Molte aziende aderiscono a un'associazione per cento motivi diversi che nulla hanno a che vedere con la delega a rappresentarli. Aderiscono perché possono avere un contratto di lavoro conveniente, perché ottengono un finanziamento, perché hanno fatto un corso, ma tutto questo cosa c’entra con l’indirizzo gestionale, e “politico” da dare alla Camera di Commercio, con la rappresentanza politico-sindacale? La Camera di Commercio ha una anagrafe delle aziende e questa deve rappresentare la base elettorale con la quale eleggere i propri organismi. Il Voto diretto – continua il presidente di Confimprese Palermo - diventa espressione della volontà delle imprese e diventa il reale indice di  rappresentanza delle associazioni, perché darebbe mandato a chi ha scelto di rappresentarlo per le sue idee ed i suoi progetti, non certo perché ha fatto un corso.
Le associazioni che sono realmente rappresentativa - conclude Giovanni Felice – avranno il loro consenso e quindi non capisco perché hanno paura di procedere all’elezione diretta dei propri organismi che peraltro è prevista dallo statuto delle Camera di Commercio".

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