Le vie del Genio di Palermo, un tour alla scoperta della divinità barbuta patrona della città

Domenica 4 giugno, alle ore 16, Terradamare organizza "Le vie del Genio di Palermo, un intinerario domenicale della durata di circa 2 ore alla scoperta del "Genio", tra piazza Rivoluzione, palazzo Isnello, piazzetta del Garraffo e piazzetta delle dogane.

Il Genio di Palermo, altro nume tutelare della città, divinità barbuta che si trova in diversi punti della città, narra la storia di avvenimenti storici, di trasformazioni urbane e di connessioni culturali con le comunità presenti nella città. Le figure del Genio, rappresentano la complessità culturale e sociale di Palermo, inserendosi in antiche realtà urbane e caricandosi di ulteriori letture e simbologie.

La passeggiata comincerà dal Genio di Piazza Rivoluzione o Genio del Molo o della Fieravecchia, che si trovava anticamente in una fontana del Molo Nuovo, troneggia su di uno sperone roccioso con gli occhi rivolti al cielo, sostituì una statua della Dea Cerere, divenendo, così, durante i moti rivoluzionari, simbolo della lotta contro i Borboni e simbolo di libertà. 

Altra rappresentazione ricca di fascino ed inusuale, proprio perché all’interno di una dimora privata, è il Genio che si trova all’interno di Palazzo Isnello, costruito alla fine del XVI secolo da Vincenzo Termine, si trova tra piazza borsa e Corso Vittorio Emanuele. L'austera facciata settecentesca non rivela l'incanto dei saloni interni affrescati nella seconda metà del XVIII secolo.

Qui, Vito D'Anna dipinse il soffitto del salone principale con l'apoteosi di Palermo con una delle rappresentazioni del genio di Palermo, e negli altri salottini, tra stucchi rococò, troviamo le leggiadre figure allegoriche di Francesco Sozzi.Sito di estremo fascino, qui visse lo storico e arabista Michele Amari, oggi di proprietà della famiglia De Nola, fu inserito nel 2009 dalla Regione siciliana nella Carta regionale dei luoghi dell'identità e della memoria.

La successiva tappa sarà, percorrendo i vicoli della Vucciria, il Genio del Garraffo, detto in siciliano Palermulu grandi (Palermo il grande) per distinguerlo da quello più piccolo di Palazzo Pretorio, realizzata da Pietro de Bonitate nel 1483. Sorto nel quartiere denominato La Loggia, in una zona originariamente invasa dal mare, in una parte della città con un forte carattere mercantile e dove si insediarono le “nazioni estere”: catalani, amalfitani, genovesi, veneziani, spostato dalla piazza del Garraffo, oggi in un’edicola quasi dirimpetto, alla chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani.

Proprio il legame con il mare sarà l’ultimo tassello di questo racconto, poiché caratteristica fondamentale dell’evoluzione urbanistica e commerciale di questo tratto del Cassaro, terminando a Piazzetta delle Dogane, dove un tempo vi era una delle Porte della città.

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