Una mattina al museo, visita animata per bambini alla pinacoteca di Villa Zito

Mentre la maggior parte degli abitanti delle nostre città non conosce o non ha mai visitato i suoi musei (risultato di una ricerca del Politecnico di Milano), i pediatri consigliano di portare i bambini al museo sin da piccolissimi, e a Palermo da qualche anno un associaizone creata da mamme della città organizza visite animate nei musei cittadini e collabora con le più importanti istituziuoni culturali. 

Domenica 9 giugno alle ore 11 si parte alla scoperta del museo di Vila Zito, della Fondazione Sicilia e gestito da Civita. Possono partecipare gli ospiti curiosi di età pari o superiore a 5 anni. Una visita animata all’interno della collezione pittorica di Villa Zito. "Una mattina al museo è il titolo che abbiamo scelto per descrivere l’attività che svolgeremo insieme ai bambini dai 5 anni in poi. Entreremo insieme, giocando e raccontandoci le storie, dentro i quadri di uno dei più importanti pittori palermitani: Francesco Lojacono" spiegano da BabyPlanner.  

"Insieme ai bambini curiosi scopriremo insieme tramite una visita animata i paesaggi di Palermo,in un viaggio che ci porterà alla scoperta della nostra Sicilia, con particolare attenzione ai paesaggi di Palermo e dintorni. Allora immagineremo di correre per le strade sterrate dei dipinti o di trovarci in mezzo al mare più blu della costa palermitana… e con gli occhi attenti che solo i piccoli viaggiatori curiosi hanno, resteremo stupiti da come in ognuno di noi è nascosto un piccolo artista. Alla fine del nostro percorso ci sposteremo nell’aula laboratorio per creare un quadro, utilizzeremo alcuni elementi prestampati, pennelli, colori a tempera e matite colorate", proseguono. 

Villa Zito

Prende il nome da uno degli ultimi proprietari della dimora, il commerciante di agrumi Francesco Zito Scalici, che acquistò l’edificio nel 1909. La villa ha però un’origine ben più antica: il Villabianca, infatti, riporta che la “casena” fu fondata da Gaspare Scicli intorno alla prima metà del Settecento. Nella seconda metà dello stesso secolo fu acquistata da Antonio La Grua, principe di Carini. Il distico ancora apposto sul portale d’ingresso che recita: “Hinc lites, strepitus, curae, hinc procul ite cadentes; hic reparent animos otia, rura, quies” (Restino lontane le liti, gli strepiti, gli affanni; qui diano riposo all’animo la pace, le campagne, la quiete), rispecchia il carattere “villereccio” della dimora. I principi di Carini, infatti, la acquistarono sulla scorta di una moda sempre più diffusa tra i nobili del periodo, quella cioè di possedere un rifugio posto al di fuori delle mura cittadine ove soggiornare nei periodi più miti dell’anno. La Fondazione Sicilia nel dicembre del 2005 ha acquistato la villa e successivamente ha affidato il restauro e la risistemazione dell'edificio all'architetto Corrado Anselmi, destinandola nel 2015 a sede della collezione pittorica. Un percorso espositivo, di circa mille metri quadri, con in mostra più di trecento opere, che vanno dai grandi maestri del ‘600, ai paesaggisti siciliani dell'800. 

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