"La chiamata", la storia di un giovane e della mafia al Biondo

Un momento dello spettacolo di Egle Palazzolo, "La chiamata"

Giovedì 22 e venerdì 23 maggio, alle ore 10, il Teatro Biondo Stabile di Palermo ospiterà lo spettacolo "La chiamata - Storia di un ragazzo che non sapeva sognare", della giornalista Egle Palazzolo.

In un faccia a faccia con il giudice che lo interroga, il giovane Gaspare, nato e cresciuto in una famiglia mafiosa di periferia, racconta la sua storia, l’ineluttabile destino di violenza al quale non ha potuto sottrarsi. Il ragazzo respira l’atmosfera tipica di un ambiente e di un linguaggio che non riesce appieno a condividere, né comprende i motivi di contrapposizioni e faide che coinvolgono il padre, i fratelli e la stessa madre. Sarà proprio la madre che, avvertendo il disagio di Gaspare e la sua incapacità di essere "utile" alla famiglia, lo aiuterà ad emigrare. Ma lo spettro del passato è come una pelle che si attacca addosso.

Gaspare è il terzo figlio in una famiglia di piccola mafia contadina. Mite e riservato, stenta a comprendere il ruolo e le intenzioni di genitori e fratelli se non quando ne vede le tragiche conseguenze. Non reagisce se non con la paura e non collabora se non per piccoli servizi in accordo con la madre. Un pesce fuor d’acqua, un mafioso mancato, un giovane mediocre? La storia riporta l’accento su un aspetto di mafia ben noto ma non sufficientemente messo a fuoco secondo l’autrice, che è l’ereditarietà della mafia, della cultura mafiosa, del dna difficile da curare o sradicare.

Chi si sottrae alla chiamata di mafia, figlio, parente o solo circuito o condizionato? Gaspare andrà fuori dal suo paese, avrà l’occasione di un’altra vita, ma potrà davvero crescere libero dai suoi lacci originari? Lo ascolteremo dinnanzi ad un giudice durante un interrogatorio per ricostruire i fatti e dal colloquio apprenderemo la sua storia e un po’ quella della stessa Sicilia, che di quella cultura porta i segni e che, cercando rimedi o riscatti, non guarda ancora profondamente al dopo-mafia di figli e parenti di boss che, hanno accumulato ricchezze e scalfito dolorosamente le basi stesse di una vita civile e democratica.

Diretto da Salvo Tessitore, con le scene di Rudi Laurinavicius e le luci di Pietro Sperduti, lo spettacolo della giornalista Egle Palazzolo, prodotto dallo Stabile palermitano, è interpretato da Vincenzo Crivello nel ruolo di Gaspare, e Massimo D’Anna nel ruolo del giudice. In scena è anche Silvia Giuffrè, che esegue le figurazioni coreografiche da lei stessa ideate per il personaggio di Rosaria. Allo spettacolo prendo parte anche Giovanna Di Stefano e due allievi della Scuola di Teatro dello Stabile: Silvia Di Giovanna e Salvatore Cannova. Lo spettacolo verrà riproposto in occasione del XXII anniversario delle stragi di mafia. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

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