"I Traditori", l'opera-inchiesta di Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo al Santa Cecilia

Sotto i riflettori del Real Teatro Santa Cecilia, vanno in scena  i misteri delle stragi Falcone e Borsellino. Dopo il successo sia di pubblico che mediatico della prima al Teatro Massimo, la cui Fondazione ne firma la produzione, torna “I Traditori” opera-inchiesta scritta da Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, mercoledì 17 luglio ore 21.30 al Real Teatro Santa Cecilia. 

Sul palco dello storico teatro si cerca il bandolo di una storia in cui vi sono troppe domande e nessuna risposta. E in cui vale solo un patto, quello con lo spettatore: che merita una narrazione dalla verità blindata e al quale viene mostrata in diretta la prova di un grande inganno. Per decenni sulle stragi del ’92 si sono costruite indagini che si arenavano in una landa di contraddizioni puntualmente derubricate a coincidenze. Sul palcoscenico, l’attore Gigi Borruso e i musicisti che hanno composto le musiche  Marco Betta e Diego Spitaleri al piano e Fabio Lannino al basso elettrico e contrabasso. La regia è di Alberto Cavallotti, mentre Gery Palazzotto ha curato il concept dell’intero progetto. 

”L’indagine sul palcoscenico - dicono Palazzolo e Palazzotto - riparte dai giorni delle stragi, scanditi dal colossale depistaggio attorno al falso pentito Scarantino, per andare indietro sino ai momenti più bui di Palermo, gli anni Ottanta, quando operarono altri traditori rimasti senza nome. Ma costoro hanno lasciato delle tracce e noi proviamo a metterle in fila, per tracciare un identikit delle menti raffinatissime di cui parlò Falcone dopo il fallito attentato dell’Addaura”. Un’inchiesta dai toni forti, che ripercorre le domande di tanti giudici, tanti investigatori, tanti testimoni. Domande rimaste senza risposta. “A metterle insieme quelle domande - dicono ancora Palazzolo e Palazzotto - è come se un cono di luce stringesse sempre più sui dettagli: e per un attimo, i traditori sembrano uscire dall’ombra che li protegge". 

Dai pizzini criptici di Provenzano, a una traccia che porta alla cassaforte di Vito Ciancimino, dal misterioso ruolo di una donna senza volto alle deviazioni di una parte dell’apparato investigativo, si ricostruiscono scenari storici che nulla hanno a che fare con l’archeologia giudiziaria: no, è tutta cronaca scottante perché nulla è più attuale e urgente di un crimine non punito. ”I Traditori” è il seguito ideale delle “Parole rubate”, primo lavoro teatrale sempre di Palazzotto e Palazzolo, incentrato sui 57 giorni che separarono le due stragi di Capaci e di via D’Amelio.

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